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[EMPTYTAG]Duello sulla scuola Azzolina insiste «Lezioni in classe»

Dopo sette mesi di chiusura e il lavoro di una torrida estate per preparare la riapertura, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina non ci sta a chiudere nuovamente la scuola. Non la smuovono né i...

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Dopo sette mesi di chiusura e il lavoro di una torrida estate per preparare la riapertura, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina non ci sta a chiudere nuovamente la scuola. Non la smuovono né i numeri in salita dei contagi, né le immagini dei mezzi pubblici affollati. A farla soffrire sono le foto che ritraggono i giovani campani in giro per le strade e i centri commerciali, invece che in classe, dopo la decisione del governatore Vincenzo De Luca di sospendere le lezioni fino a fine mese. Per la ministra «le scuole sono posti più sicuri di altri», certo più sicuri di strade e negozi. «Le scuole - scandisce dal palco dei giovani imprenditori di Confindustria - dovranno essere le ultime a chiudere, questo è il mio pensiero, e comunque qualunque decisione la prenderà il governo, io non ho né il potere di aprire né di chiudere». Anche la decisione se impugnare la decisione del governatore De Luca «sarà di tutto il governo che ne parlerà, se lo riterrà opportuno e necessario». Nella volontà di tenere aperta la scuola la ministra questa volta ha al suo fianco i sindacati: tutti sono per mantenere gli istituti aperti ma tutti ritengono che la decisione avrebbe dovuto comportare scelte importanti, che non sono state fatte. «Se il governo vuole veramente tenere aperta la scuola si mettano in campo tutte le forze, dalla Protezione civile per fare tamponi rapidi davanti alle scuole, ai mezzi di trasporto dell'Esercito per portare i ragazzi in classe», è la sfida che lancia la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi. Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia avverte quei governatori che vogliono seguire la strada intrapresa da De Luca. «Chi chiude la scuola se ne assume la responsabilità. Se abbiamo condiviso che i due pilastri che dobbiamo tutelare sono scuola e lavoro e le ordinanze incidono su quegli ambiti, sarebbe opportuno un raccordo tra governo e Regioni», dice. Intanto in Lombardia il presidente Fontana annuncia provvedimenti su scuola e trasporti, con un aumento della didattica a distanza.

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