La Nuova Sardegna

Positivi, diritto di voto garantito solo ai nuoresi

di Silvia Sanna
Positivi, diritto di voto garantito solo ai nuoresi

L’ufficio elettorale: seggio dove c’è un centro Covid. L’Anci: 155 comuni penalizzati, rimediare subito

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SASSARI. Centocinquantasei comuni al voto, poco meno di tremila persone (dato in continua evoluzione) in isolamento a casa perché positive al Covid o perché in quarantena fiduciaria, comunque impossibilitate a lasciare la propria abitazione. Neanche per esercitare il diritto di voto nei Comuni che il 25-26 ottobre sceglieranno il sindaco e rinnoveranno il consiglio comunale. Chi, tra i pazienti costretti a casa, risiede in uno dei 156 centri interessati, non potrà né andare alle urne né esprimere in altro modo la propria preferenza. Con una sola eccezione che riguarda i pazienti positivi o in isolamento che risiedono a Nuoro. È tutto scritto nella comunicazione firmata dal direttore dell’Ufficio elettorale della Regione Sergio Loddo: nella lettera inviata a tutti i sindaci, ai responsabili degli uffici elettorali, alla direzione dell’Ats e al presidente della Corte d’Appello, Loddo scrive che il voto a domicilio potrà essere esercitato solo nei comuni in cui è presente una struttura sanitaria con reparto Covid, quindi solo a Nuoro. Al San Francesco verrà allestita una apposita sezione ospedaliera abilitata alla raccolta del voto a domicilio dei soggetti positivi o in isolamento a casa. Chi si trova in queste condizioni e risiede in uno degli altri 155 comuni dove si vota, non potrà partecipare. «Non può esercitare un suo diritto, concorrere alla democrazia, al raggiungimento del quorum», questo il primo commento del presidente dell’Anci Emiliano Deiana. Che subito dopo avere letto la comunicazione dell’ufficio elettorale regionale, ha mandato una risposta molto dura nella quale chiede che il diritto di voto sia garantito a tutti a prescindere dal luogo di residenza che non può diventare una discriminante. «L’unica possibilità – dice Deiana – è quella di organizzare in ogni Comne chiamato alle urne il voto domiciliare con seggi speciali». Impensabile accettare «la disparità di trattamento tra cittadini residenti a Nuoro e non residenti», aggiunge Deiana che sottolinea anche in maniera critica la volontà di organizzare un seggio in un centro Covid «cioè in strutture già gravate da un peso sanitario consistente». Ma, a parte il diritto di voto da garantire in ogni modo, c’è un altro problema non secondario: se passa la linea indicata dall’Ufficio regionale, c’è il serio rischio che le votazioni vengano invalidate in numeri centri. «Chi perde per una manciata di voti può dire di essere stato penalizzato dal voto mancato da parte delle persone in isolamento, analogamente nei centri con una sola lista in cui non si raggiunge il quorum, il ricorso appare scontato», spiega Deiana, la cui posizione è condivisa da numerosi sindaco, amministratori e semplici cittadini che chiedono il rispetto di diritti costituzionali.

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