Il presidente dell'Anci Sardegna: "Dpcm poco chiaro, chi decide le chiusure di strade e piazze?"

Deiana: "Tolta la parola sindaci dal testo, ma ora non si sa chi deve procedere". Truzzu (Cagliari): "Non abbiamo le forze per poter far rispettare il decreto". Soddu (Nuoro): "Inutile fare il coprifuoco, da noi alle 21 le strade sono vuote"

CAGLIARI. Chi decide se disporre la chiusura dopo le 21 di strade e piazze dei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento? Dalla versione finale del Dpcm è sparita la parola «sindaci», e adesso il dubbio attanaglia anche i primi cittadini sardi. Scrive su Facebook il presidente dell'Anci Sardegna e sindaco di Bortigiadas Emiliano Deiana: «Alla fine hanno tolto la 'cosà dei sindaci e l'hanno sostituita con un 'non si sa chì: Prefetto, Questore, Comitato ordine pubblico».

Come al solito, denuncia Deiana, «la lettura del testo definitivo dei Dpcm consente di farsi un'opinione certa su almeno una questione: scrivono in un italiano raffazzonato, borioso e approssimativo. Alla quarta riga ho abbandonato avendo chiaro che le leggi non le possono scrivere Casalino e Spadafora». Il presidente regionale dell'Anci aveva già espresso tutte le sue perplessità sulla delega ai sindaci: «Se un Governo decide di attuare il coprifuoco lo fa, la delega ai sindaci non è solo uno scaricabarile, ma proprio un'idiozia».

Infatti, «se un sindaco chiude e l'altro lascia aperto cosa pensate che avvenga sul territorio? Che le persone si mettono in macchina e migrano da un posto all'altro». E infine: «Se chiude il Governo il controllo dell'esecuzione delle misure è demandato a polizia e carabinieri, ma se chiude un sindaco, specie in città medio-piccole e con gli organici dei vigili risotti all'osso, chi controlla?».

Protestano anche altri sindaci, come quello di Cagliari.  «Nel Dpcm varato dal Governo Conte _ spiega Paolo Truzzu _ non è indicato che il compito di intervenire sia in capo ai sindaci. Ma, se anche fosse questa l'interpretazione, con la sola polizia municipale sarebbe impossibile fare rispettare la disposizione. Sarebbe una soluzione impraticabile».

Nel Nuorese, invece, i sindaci sottolineano la assoluta mancanza della necessità di un coprifuoco. «Non c'è nessuna necessità di una ordinanza con queste prescizioni - spiega all'ANSA il sindaco di Nuoro Andrea Soddu - alle 21 infatti la città è già semi deserta. I cittadini hanno capito da soli che è meglio tornare a casa. Quanto alle nuove regole del Dpcm confido nel buon senso di chi deve farle osservare e spero che si attengano ai contenuti che vi sono scritti. Naturalmente per questo saranno garantiti i controlli della Polizia municipale».

Dichiarazioni in linea con quelle di tanti sindaci del territorio. «Non farò ordinanze di coprifuoco perché non ce n'è bisogno - chiarisce la sindaca di Fonni Daniela Falconi - La situazione in paese è abbastanza sotto controllo sia dal punto di vista sanitario che per i comportamenti dei cittadini. Tra noi sindaci ci siamo confrontati e abbiamo concordato di non forzare la mano con chiusure così drastistiche. L'unica cosa che voglio segnalare è che in questo Dpcm c'è molta confusione». Anche a Orani non ci sarà alcuna stretta ulteriore. «Non ho nessun comitato scientifico che mi fornisca elementi per decidere in questo senso», dice il sindaco Antonio Fadda. (ANSA).

WsStaticBoxes WsStaticBoxes