Didattica a distanza al 75% nei licei
di Simona Tagliaventi
In classe fino alle medie. Le Regioni chiedono il 100% per superiori e università
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ROMA. La scuola resiste anche al nuovo Dpcm e alle pressioni di chi chiedeva, per gli istituti superiori, solo la Didattica a distanza. La percentuale si alza, arriverà al 75% ma stavolta, in barba alla babele di regolamenti e fughe in avanti, varrà per tutta Italia. A decidere quali classi seguiranno le lezioni a distanza, se i primi o tutti e cinque gli anni, saranno i dirigenti d'istituto. Resta invariata la didattica al primo ciclo, dalle materne alle medie, che sarà totalmente in presenza. Vengono modulati ulteriormente gli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l'ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9, come avviene oggi. La bozza del nuovo Dpcm, in via di definizione, mette ordine dunque nel mondo della scuola e obbligherà, se approvato in questa forma, i governatori che hanno messo le superiori in Dad al 100% ad adeguarsi. Anche se i governatori ancora insistono sulla didattica a distanza completa, per le superiori e l’università. E malumore c'è far i presidi che rivendicano l'autonomia degli istituti. Critico il presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp) Antonello Giannelli: «Le soluzioni rigide non sono funzionali. L'autonomia delle scuole deve essere salvaguardata e i singoli istituti devono poter decidere. Mi auguro che la scuola possa far salvi gli insegnamenti laboratoriali che devono essere lasciati in presenza. Non si può imporre dall'esterno una percentuale rigida come il 75% in Dad perché questo non corrisponde alle esigenze dei singoli bacini di utenza. La situazione di una grande città è immensamente diversa da quella di un'area rurale». Intanto ieri la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina è tornata a difendere la scuola e il rischio contagi al suo interno: «Il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità dice che la trasmissione del virus dentro le scuole è ancora limitata. I focolai a scuola nella settimana dal 12 al 18 ottobre sono solo il 3,5% di tutti i nuovi focolai che si registrano nel Paese. Ma il dato più sorprendente è un altro: la settimana precedente (5-11 ottobre) erano il 3,8%. Quindi il numero di focolai dentro le scuole è addirittura sceso, in proporzione al totale».
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