La Nuova Sardegna

Deriu fa il mea culpa: «Pronti a sostenere Soddu»

di Luciano Piras
Deriu fa il mea culpa: «Pronti a sostenere Soddu»

L’esponente Pd: è stato un errore fare le Primarie, era lui il candidato giusto

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NUORO. Roberto Deriu è come il lievito madre: riesce sempre a far salire l’impasto. Soprattutto a Nuoro, dove il suo Partito democratico continua comunque a fermentare, anche quando perde pezzi. Poeta, romanziere e giocatore di scacchi prima ancora che consigliere regionale Dem, l’ex presidente della Provincia barbaricina usa l’arrocco persino davanti alla catastrofe. O meglio: davanti allo sfacelo che domenica e lunedì scorso ha colpito il Pd con un pugno tirato dritto dagli elettori nuoresi sullo stomaco del partito.

Se dovesse fare mea culpa, mea maxima culpa, dove andrebbe a espiare la pena?

«Ho sempre trovato molto conforto nella Cattedrale di Nuoro, forse perché ci andavo fin da bambino».

E come Atto di dolore cosa reciterebbe?

«Preferisco il Padre nostro».

Quindi chiede clemenza e lascia aperta la porta della speranza?

«Mi interessa la parte di “venga il tuo regno”. Mi piace ricordare una citazione biblica tratta dal Libro della Sapienza: “Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro”. Parla delle anime dei giusti».

Un regno che non sarà mai del Pd. Almeno a Nuoro, visto che si è arenato al 5,74%. Mancano soltanto il certificato di morte e la data del funerale… Una brutta fine per un partito glorioso da sempre di casa nella roccaforte rossa della Sardegna…

«Vorrei dirle qualche parola di conforto: intanto il Pd si è presentato con quattro liste e complessivamente ha conseguito il 12% che poi è quanto il Pd ha preso alle ultime elezioni regionali, ma dopo aver subito una pesante scissione niente meno che da parte del senatore democratico (Giuseppe Luigi Cucca, passato a Italia Viva, ndr), e aver perso dai sostenitori l’ex assessore regionale della Sanità (Luigi Arru, ndr). Quindi direi che il Pd è invece in forte recupero, dopo essersi notevolmente rinnovato».

Quindi le colpe sono sempre degli altri?

«Non penso che la politica sia un rosario di colpe e di punizioni. Noi oggi abbiamo un partito che ha deciso di cambiare e lo fa mettendo in campo persone diverse dal passato che devono quindi conquistarsi un nuovo spazio, e mi pare che il terzo posto di Prevosto provi che ci stanno riuscendo».

Però la coalizione Prevosto ha incassato appena il 12,25%. Ben 17,1 punti percentuali in meno rispetto a Soddu.

«Che Soddu fosse un candidato eccellente per rappresentare tutto il centrosinistra non solo lo sapevamo, ma lo abbiamo detto pubblicamente quando lo abbiamo candidato alle Europee. Io l’avrei voluto come candidato sindaco del Pd, ma non ci siamo (ancora) trovati d’accordo su questo».

Carlo Prevosto ha già detto che sosterrà Soddu al ballottaggio. Lei cosa farà?

«Carlo Prevosto ci rappresenta tutti e ha parlato per tutti».

Perché a Nuoro vi siete accaniti sulle primarie, mentre nel resto della Sardegna lo stesso Pd ha sempre confermato i sindaci uscenti?

«Ecco: qui vorrei davvero fare autocritica. Noi intendiamo le primarie come strumento di partecipazione popolare, però non è l’opinione della gran parte dell’elettorato. Le primarie sono uno strumento che andrebbe riqualificato e penso che abbiamo sbagliato a volerlo fare a tutti i costi, però non me la sono sentita di contraddire coloro che le volevano celebrare per riaffermare la nostra identità democratica. Diciamo così: rinsaldano il partito, ma ci dividono dagli altri».

Quindi con il senno del poi, Andrea Soddu poteva essere l’uomo dell’unità del centrosinistra a Nuoro a prescindere dalle primarie?

«Questo era il mio senno del prima. Però io partecipo ad un partito, e quando sono in minoranza mi adeguo, e non mi pento di questo».

A questo proposito, il centrodestra vi ha dato una lezione: mentre voi eravate persi nelle solite beghe interne del Pd, loro lavoravano in silenzio per marciare uniti tutti insieme.

«Il centrodestra grazie a questo capolavoro che lei ha descritto è riuscito ad arrivare al suo minimo storico a Nuoro dal 1995. Non mi pare un modello vincente».

Eppure stavolta il centrodestra va al ballottaggio. Cinque anni fa non c’era.

«È importante a Nuoro guardare la situazione complessivamente. E allora magari si scopre che negli ultimi dieci anni la crisi non riguarda soltanto il Pd come amano scrivere i giornali, ma che è la crisi del bipolarismo, laddove una parte che non si sente né di destra né di sinistra dà, di volta in volta, percentuali altissime ai Cinque Stelle oppure a formazioni civiche».

Un fioretto per il futuro?

«Voterò Andrea Soddu al ballottaggio. Amen».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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