Addio a Giorgio Carta, politico appassionato
Ex deputato e sottosegretario, presidente onorario del Psdi, fu protagonista di tante battaglie
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SASSARI. Se n’è andato uno dei grandi protagonisti della Prima repubblica. Dai banchi del Consiglio comunale di Cagliari a quelli del governo. Un cursus honorum che davvero pochi possono vantare. Ma per Giorgio Carta, morto ieri a Cagliari a 82 anni, la politica era come una droga. «È assorbente, se la si prende in dosi crescenti se ne diventa dipendenti», aveva dichiarato lo scorso anno in un’intervista alla Nuova. Nato a Jerzu il 16 gennaio 1938, si trasferisce con la famiglia a 16 anni a Cagliari. Si laurea in medicina e prende tre specializzazioni, ma un certo punto nella sua vita fa capolino la politica. Siamo nel 1970, quando un amico gli propone di candidarsi alle comunali di Cagliari con il Psdi e lui viene eletto. Resta a Palazzo Bacaredda per nove anni: sarà anche vicesindaco, assessore alla sanità e all’annona. Nel 1979 il salto in consiglio regionale dove resterà ininterrottamente per 13 anni, anche con importanti incarichi di governo: assessore al turismo nella giunta Rais, al lavoro nella giunta Rojch, all’ambiente in quella Melis e di nuovo al lavoro nella giunta Floris. Nel 1992 il Psdi lo candida per un posto in Parlamento e viene eletto alla Camera. Siamo alla fine della Prima repubblica, in piena Tangentopoli e Carta avrà un ruolo di primo piano nei governi nati in quel momento di crisi: prima sarà sottosegretario alle Finanze (con ministri Goria e Reviglio) nel governo Amato, poi sottosegretario ai Trasporti (con ministro Costa) nel governo Ciampi. Con la fine della Prima repubblica scompare anche il Psdi, i cui esponenti si divideranno tra il centrosinistra e il centrodestra. Carta resterà sempre fedele ai progressisti e quando il Psdi si ricostituisce lui viene eletto segretario nazionale e riporta il partito nel centrosinistra, tanto che, grazie a un accordo con i Ds di Fassino, ritorna alla Camera. Poi nel 2008 la caduta del governo Prodi e il suo addio al Parlamento. Ma non alla politica. Fino all’ultimo Carta è stato presidente onorario del Psdi e presidente dell’associazione degli ex parlamentari sardi. Tra le sue battaglie (perse) quella contro il taglio dei parlamentari: “pura demagogia”, l’aveva bollato. «Con la sua scomparsa si chiude una pagina importante della storia della Sardegna – dice il presidente del Consiglio regionale Michele Pais –. Carta lascia un vuoto nella politica comunale, regionale e nazionale. Lo ricorderemo con un protagonista indiscusso della vita democratica del nostro Paese». (al.pi.)
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