La Nuova Sardegna

Emigrato litiga con il marito e lo uccide con trenta coltellate

di Claudio Zoccheddu
Emigrato litiga con il marito e lo uccide con trenta coltellate

Casale Monferrato, il 43enne cagliaritano Luca Meloni ha confessato il delitto del 42enne Fabio Spiga  La ricostruzione: dopo l’assassinio è andato al bar in lacrime e sanguinante, poi ha chiamato la polizia

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SASSARI. Una discussione finita in tragedia in una palazzina del centro di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Luca Meloni, 43enne di Cagliari, ha ucciso con trenta coltellate il marito, Fabio Spiga, 42 anni di Recco, in Liguria, che oltre alla relazione condivideva con il partner anche le origini sarde. È stato lo stesso Meloni ad avvisare la polizia dopo che alcuni colleghi di Spiga, preoccupati per non averlo visto al lavoro, avevano chiesto informazioni proprio al 43enne cagliaritano. «Venite, ho ucciso mio marito», ha detto circa 48 ore dopo l’omicidio e prima di essere interrogato dalla polizia, a cui ha confermato i motivi passionali ed economici che lo avrebbero portato ad uccidere l’uomo che aveva sposato con rito civile circa quattro anni fa.

L’omicidio. Ci sono diverse zone d’ombra sulla tempistica dell’omicidio. Secondo le prime indiscrezioni, Fabio Spiga sarebbe stato assassinato nella notte tra lunedì e martedì, subito dopo una violenta discussione. Non era il primo episodio particolarmente movimentato che aveva come protagonisti i due uomini, non nuovi a litigi che spesso avevano come teatro l’appartamento al primo piano di una palazzina in vicolo Legnano. Una lite furiosa che ha portato Meloni a prendere un coltello e a sfogare la sua rabbia sul corpo del marito, a cui avrebbe inferto almeno 30 coltellate che ovviamente sono state fatali. Un raptus di cui Meloni avrebbe parlato agli amici del bar che frequentava, dove si era presentato in lacrime e sporco di sangue, per poi cercare di nasconderlo rispondendo ai messaggi e alle telefonate dei colleghi di Spiga preoccupati per l’assenza ingiustificata dal posto di lavoro. Fabio Spiga lavorava come responsabile commerciale in un supermercato Eurospin, sempre a Casale Monferrato, dove i due vivevano da una decina d’anni. Meloni ha cercato di coprire l’assenza del marito utilizzando come scusa un infarto che lo avrebbe tenuto lontano dal supermercato per un po’ di tempo. Per completare il piano, aveva aggiunto che il telefono del marito fosse rotto e dunque non potesse rispondere alla chiamate dei colleghi. E proprio i colleghi, in lacrime, ieri mattina erano in vicolo Legnano per cercare di capire cosa fosse accaduto. Un gruppo di persone sconvolte da una notizia che non aspettavano, anche perché sembrava che Fabio Spiga non avesse grossi problemi ed era un ragazzo serio e disponibile. In realtà, Spiga litigava spesso con il marito che, da quando era in cassa integrazione, spendeva troppi soldi al bar e rientrava a casa spesso ubriaco

La coppia. Fabio Spiga, oltre al lavoro in un supermercato era un pittore iscritto all’associazione dei Giovani artisti italiani, una passione che non aveva mai abbandonato dopo il percorso di studi al liceo artistico “Luzzati” di Chiavari, dove aveva conseguito il diploma, e dopo alcuni anni di Università. Nel suo profilo artistico si legge che “i suoi punti di riferimento artistico sono le avanguardie storiche dal Simbolismo di fine ottocento al Surrealismo fino all'informale materico degli anni '40 e '50, rielaborati in chiave moderna”. Molte meno informazioni, invece, sono disponibili per quanto riguarda la vita di Luca Meloni. L’uomo, coetaneo di Spiga, è di Cagliari ma vive in Piemonte da diversi anni, dove lavorava alla Iarp, una multinazionale specializzata nella realizzazione di banchi frigoriferi con sede a Casale.



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