La Nuova Sardegna

Sassari, aumento dei posti letto e veterinari per i test

di Gianni Bazzoni
Sassari, aumento dei posti letto e veterinari per i test

Sanità in difficoltà: le nuove promesse dell’assessore Nieddu. La mediazione della prefetta D’Alessandro frena la protesta del personale

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SASSARI. La sanità a Sassari va potenziata, rigenerata e ha bisogno di progetti e investimenti urgenti che vadano oltre l’emergenza. Non ci sono alternative, solo così certe scene - riviste purtroppo anche mercoledì notte e ieri mattina - potranno essere definitivamente cancellate. Pazienti visitati nella lettiga dell’ambulanza nell’area pre-Covid del pronto soccorso, operatori bloccati per quasi un’ora in ascensore perché dopo essere stati inviati al reparto per l’inserimento di un malato non c’erano più posti disponibili. Repartini aperti (come l’Uro-Covid) che però di fatto non possono essere ancora occupati e in ogni caso quindici posti finiscono in un solo giorno se si continua a inseguire l’emergenza che viaggia con numeri troppo grandi.

È una fase cruciale per il sistema sanitario del Sassarese. I sindacati - che avevano già proclamato lo stato di agitazione ed erano pronti ad andare avanti con manifestazioni di protesta - hanno deciso di dare una dimostrazione importante di responsabilità, specie dopo l’incontro con l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu, i direttori e i commissari straordinari di Ats, Aou e Assl Massimo Temussi, Flavio Sensi, Antonio Spano e Bruno Contu sul quale ha avuto un effetto significativo la mediazione esercitata dalla prefetta di Sassari Maria Luisa D’Alessandro. I segretari di Cgil, Cisl e Uil del settore Funzione pubblica hanno sospeso la procedura di “raffreddamento dei conflitti” (come si chiama tecnicamente) pur mantenendo lo stato di agitazione e in attesa della convocazione di un incontro urgente per verificare la validità degli impegni assunti dall’assessore alla Sanità.

Il primo punto posto dalle organizzazioni sindacali riguarda la fine dei commissariamenti e la richiesta «di procedere celermente con la nomina della direzione generale dell’Aou». L’assessore Mario Nieddu - di fronte alle gravi criticità segnalate dai sindacati e alle condizioni di emergenza che non possono certo essere disconosciute - ha preannunciato alcune iniziative. L’aumento dei posti letto di degenza ordinaria in riferimento all’emergenza Covid-19; il potenziamento della sanità territoriale con il coinvolgimento di 40 veterinari che potranno operare nell’ambito delle procedure necessarie per i tamponi ai cittadini. Quindi la chiamata dei medici: gli oltre 300 che hanno già risposto al bando regionale emanato per potenziare gli ospedali, la sanità territoriale e il contact tracking. La creazione di quattro “Hot spot” fissi per i tamponi al personale seguiti da personale medico dell’Esercito e di cui uno dislocato a Sassari (gli altri a Cagliari, Oristano e Nuoro). Infine ulteriori 41 sanitari e 14 amministrativi messi a disposizione dalla protezione civile. Si tratta di mosse necessarie ma tardive, che andavano effettuate già da prima perché la responsabilità più grave di oggi è quella di essersi fatti trovare impreparati alla recrudescenza del virus che è arrivato come una scossa di terremoto su un sistema già fragile e sottoposto a grave stress dalla precedente ondata pandemica. I sindacati hanno chiesto e ottenuto «l’immediata apertura di un tavolo (anche se è una di quelle cose che non si negano mai, ndc) tecnico di lavoro in grado di elaborare soluzioni efficaci in 4-5 punti», partendo da due criticità fondamentali: il tema dell’assistenza e del personale, e il raccordo tra strutture e territorio. È la visione complessiva, infatti, che è mancata insieme alla capacità di una gestione organica dei servizi dell’ospedale centrale e di tutte le strutture periferiche che avrebbero potuto e dovuto avere una attenzione vera.

Servono investimenti, assunzioni e una riforma mirata della Medicina del territorio - come ha rilanciato anche l’Ugl Sardegna - e bisogna fare presto e bene per provare a uscire da una emergenza che fa paura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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