Report Demoskopika sul turismo sardo: «Un secondo stop sarebbe fatale»
Appello di LegaCoop a Christian Solinas
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Se il governo Conte decidesse, nell'immediato, un secondo lockdown, col blocco totale delle attività, la filiera del turismo rischierebbe di dire addio a 3mila aziende. La proiezione è dell’Istituto Demoskopika, che ha messo assieme diverse banche dati e calcolato quali sarebbero gli effetti di una nuova serrata negli ultimi due mesi dell’anno. Peggio di un ciclone si abbatterebbe su un’economia già fragile e uscita malconcia dal primo lockdown, con 118.996 arrivi in meno e un buco intorno alle 339mila presenze. Ancora: la contrazione della spesa turistica sfiorerebbe a quel punto i 30 milioni di euro in meno, trascinando nel baratro 3.165 aziende e azzerando ben 13.796 posti. Ad andare in profondo rosso – sempre secondo il report – sarebbero anche i Comuni, che, in 60 giorni, incasserebbero 5,6 milioni in meno fra tasse di soggiorno e altri tributi.
«Il numero crescente di disdette rischia di compromettere ulteriormente il sistema turistico allo stremo a seguito del primo blocco totale e alla riduzione dei flussi quest’estate», è scritto nel rapporto firmato da Raffaele Rio, presidente di Demoskopika.
È anche alla luce di questa stima, i numeri previsti sono devastanti, che la Legacoop ha inviato una lettera appello al governatore Solinas. «Serve con estrema urgenza un tavolo che riunisca, assieme ai decisori politici, tutti i corpi intermedi, le organizzazioni datoriali e quelle del lavoro, compreso chi lavora nel mondo del terzo settore, della scuola e dell'università – scrive il presidente Claudio Atzori – perché «l'illusione che potessero bastare le istituzioni a gestire le innumerevoli problematiche non ha funzionato nella prima fase e ancor meno sta funzionando oggi la formula del chiudo ma ristoro. In piena emergenza, quindi, serve ripristinare quanto prima un confronto democratico a tutto campo, necessario per costruire un percorso comune e rilanciare l’ecomomia».
«Il numero crescente di disdette rischia di compromettere ulteriormente il sistema turistico allo stremo a seguito del primo blocco totale e alla riduzione dei flussi quest’estate», è scritto nel rapporto firmato da Raffaele Rio, presidente di Demoskopika.
È anche alla luce di questa stima, i numeri previsti sono devastanti, che la Legacoop ha inviato una lettera appello al governatore Solinas. «Serve con estrema urgenza un tavolo che riunisca, assieme ai decisori politici, tutti i corpi intermedi, le organizzazioni datoriali e quelle del lavoro, compreso chi lavora nel mondo del terzo settore, della scuola e dell'università – scrive il presidente Claudio Atzori – perché «l'illusione che potessero bastare le istituzioni a gestire le innumerevoli problematiche non ha funzionato nella prima fase e ancor meno sta funzionando oggi la formula del chiudo ma ristoro. In piena emergenza, quindi, serve ripristinare quanto prima un confronto democratico a tutto campo, necessario per costruire un percorso comune e rilanciare l’ecomomia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
