[EMPTYTAG]Quanto può pesare l’isolamento per i nonni d’Italia
Isolati in casa, lontani dagli affetti di figli e nipoti, senza poter incontrare gli amici e con il rischio che il peso della solitudine generi stress e depressione, oppure liberi di uscire ma con il...
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Isolati in casa, lontani dagli affetti di figli e nipoti, senza poter incontrare gli amici e con il rischio che il peso della solitudine generi stress e depressione, oppure liberi di uscire ma con il rischio di ammalarsi di Covid-19, una malattia particolarmente aggressiva dopo i 70 anni: «È drammatica la scelta che la pandemia impone agli anziani», ha detto lo psicologo Angelo Gemignani, direttore del dipartimento di Dipartimento di Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'Area critica dell'Università di Pisa e tra i fondatori del Centro Extreme della Scuola Superiore Sant'Anna. Sebbene le alternative imposte dalla pandemia siano dure per tutti, per Gemignani bisogna considerare che non tutti gli anziani sono uguali e che le tecnologie, dagli smartphone ai social media, possono essere di grande aiuto. «Ci sono anziani che possiamo considerare a bassa fragilità, sia psicologica che fisica, e altri a più alta fragilità, o perché hanno patologie o per lo stato mentale ed emotivo delicato», ha osservato. «In generale ad ora gli anziani sono le persone più vulnerabili alla Covid-19», ed è anche vero che «l'isolamento è un fattore di rischio importante per problemi mentali come ansia e depressione». Essere costretti in casa, poi, potrebbe esporre «a un generale declino cognitivo e la mancanza di movimento potrebbe avere conseguenze sul sistema cardiovascolare, come sul sistema nervoso autonomo e sull'attività respiratoria».
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