Elementari e medie in presenza
La didattica a distanza riguarderà solamente le scuole superiori e sarà al 100%
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[FIRMA&LUOGO]di Lorenzo Attianese
<MC>ROMA
[TESTO]Via la percentuale del 75% di Dad a settimana e lezioni digitali da casa tutti i giorni per gli studenti delle scuole superiori. Ma gli alunni di elementari e medie invece restano in classe, almeno nelle Regioni che non hanno già applicato ordinanze più restrittive. La scuola torna al centro del dibattito dopo le nuove misure annunciate in vista del nuovo Dpcm. Nonostante sia ancora in corso il confronto politico, l'annuncio del premier alla Camera scatena la reazione di presidi e sindacati: nel decreto - ha spiegato Conte - si prevede «anche integralmente» la didattica a distanza per le scuole di secondo grado. Una vittoria a metà per il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, che da mesi sostiene con forza la didattica in presenza per tutte le scuole e incassa la certezza, almeno per ora, che le scuole del primo ciclo resteranno aperte. Tutto però resta condizionato all'assegnazione delle tre diverse fasce di rischio nei vari territori, che potrebbero portare misure più restrittive a macchia di leopardo anche per la scuola primaria e secondaria di primo grado. A sostenere la linea della ministra sarebbe stata anche la maggioranza, con un pressing decisivo. Uno degli impegni chiesti all'esecutivo, inseriti nella risoluzione di maggioranza dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio, è che il governo «garantisca, nelle aree territoriali in cui la soglia dell'indice Rt non risulti fuori controllo, la didattica in presenza, con particolare riferimento ai nidi, alle scuole per l'infanzia, alla scuola primaria e secondaria di primo grado, assicurando di conseguenza nel contempo screening periodici, tamponi veloci a personale scolastico, Ata e ad alunni». Esulta gran parte dei governatori, invece, sul fronte della didattica a distanza totale per il secondo ciclo. Le regioni che hanno chiuso le scuole di ogni grado intanto crescono: a Campania e Puglia si aggiungono da oggi - secondo provvedimenti già annunciati - Marche e Umbria (ma in quest'ultima le elementari restano aperte) mentre in Piemonte è stata già disposta la Dad al 100%. Per i presidi, invece, è un'amara sconfitta: «La sospensione della didattica in presenza non sarà senza conseguenze».
<MC>ROMA
[TESTO]Via la percentuale del 75% di Dad a settimana e lezioni digitali da casa tutti i giorni per gli studenti delle scuole superiori. Ma gli alunni di elementari e medie invece restano in classe, almeno nelle Regioni che non hanno già applicato ordinanze più restrittive. La scuola torna al centro del dibattito dopo le nuove misure annunciate in vista del nuovo Dpcm. Nonostante sia ancora in corso il confronto politico, l'annuncio del premier alla Camera scatena la reazione di presidi e sindacati: nel decreto - ha spiegato Conte - si prevede «anche integralmente» la didattica a distanza per le scuole di secondo grado. Una vittoria a metà per il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, che da mesi sostiene con forza la didattica in presenza per tutte le scuole e incassa la certezza, almeno per ora, che le scuole del primo ciclo resteranno aperte. Tutto però resta condizionato all'assegnazione delle tre diverse fasce di rischio nei vari territori, che potrebbero portare misure più restrittive a macchia di leopardo anche per la scuola primaria e secondaria di primo grado. A sostenere la linea della ministra sarebbe stata anche la maggioranza, con un pressing decisivo. Uno degli impegni chiesti all'esecutivo, inseriti nella risoluzione di maggioranza dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio, è che il governo «garantisca, nelle aree territoriali in cui la soglia dell'indice Rt non risulti fuori controllo, la didattica in presenza, con particolare riferimento ai nidi, alle scuole per l'infanzia, alla scuola primaria e secondaria di primo grado, assicurando di conseguenza nel contempo screening periodici, tamponi veloci a personale scolastico, Ata e ad alunni». Esulta gran parte dei governatori, invece, sul fronte della didattica a distanza totale per il secondo ciclo. Le regioni che hanno chiuso le scuole di ogni grado intanto crescono: a Campania e Puglia si aggiungono da oggi - secondo provvedimenti già annunciati - Marche e Umbria (ma in quest'ultima le elementari restano aperte) mentre in Piemonte è stata già disposta la Dad al 100%. Per i presidi, invece, è un'amara sconfitta: «La sospensione della didattica in presenza non sarà senza conseguenze».
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