Impennata di ricoveri a Sassari, scatta la maxi emergenza
La situazione peggiora e l’Aou alza l’allarme al livello massimo. Attivato il Peimaf: medici, infermieri, anestesiti, oss dirottati sul fronte del Covid
SASSARI. Esattamente come Genova, quando ci fu il crollo del Ponte Morandi. Si chiama “Peimaf”, ed è il piano di maxi emergenza che gli ospedali attivano in situazioni critiche. L’Aou di Sassari ha deciso che è il momento di mettere in campo il livello di massima allerta: il numero di ricoveri dei pazienti positivi è talmente alto, che senza una scossa radicale la sanità è destinata a collassare. E quindi chiamata alle armi per medici, infermieri, anestesisti, oss, dirottati in massa sul fronte caldo e su reparti che da tradizionali si trasformano in Covid. L’asticella dunque si alza, scatta il piano straordinario e a illustrarlo ai sindacati è stato il commissario straordinario dell’Aou di Sassari, Lorenzo Spano. L’ala Sud dell’ospedale Santissima Annunziata verrà convertita in area Covid: i pazienti attualmente ricoverati e non affetti dal virus, saranno trasferiti in zone al palazzo Clemente e nell’ala nord dell’ospedale, nei cari reparti “puliti”. Perciò Geriatria e Gastroenterologia, al sesto piano del Civile, diventeranno aree Covid. E successivamente toccherà alla Lungodegenza, che al momento è satura con 25 pazienti in cura. Stessa trasformazione anche per Oncologia, con gli utenti che si sposteranno in altri locali.
Le criticità restano sempre le stesse: creare dei percorsi puliti e sporchi separati, dove transitino i positivi al Covid da una parte e i non contagiati dall’altra, senza possibilità di contatto. Una logistica complicata da ritagliare in zone dell’ospedale concepite con funzioni completamente differenti, quindi con un solo ascensore, e ingressi non separati. La convivenza di un settore pulito (Lungodegenza) con altri due sporchi (Geriatria e Gastroenterologia), deve essere studiata nei minimi dettagli, e purtroppo è la curva crescente dei contagi a dettare i tempi, che sono quelli dell’emergenza assoluta.
Basta dare un’occhiata al Pronto soccorso del Santissima Annunziata per rendersi conto che la linea di galleggiamento è così sottile, che annaspare può essere questione di un attimo. La mattina calma piatta, con poche ambulanze parcheggiate in viale Italia e gli operai intenti nel piazzale a sistemare l’ospedale da campo. A lunedì nei vari reparti dell’Aou e nei tendoni montati anche sul tetto del Pronto Soccorso, ci sono circa 140 posti letto Covid, tutti occupati, e ormai cronicamente insufficienti. Così nel pomeriggio, la situazione è precipitata, con ambulanze in fila per ore prima di scaricare i malati, e 40 pazienti in stand-by in attesa di ricovero. Di questi, numerosi positivi al tampone e con polmonite evidenziata dalla tac. Persone che necessiterebbero di un ricovero immediato, ma che non trovano campo di atterraggio. I reparti in Aou sono già completamente saturi, e i medici, ad ogni telefonata, ottengono sempre la stessa risposta: «Siamo pieni».
Così il pronto soccorso si ritrova in un costante cortocircuito, e senza il piano straordinario di emergenza sanitaria, il collasso sarebbe inevitabile. Probabilmente, per evitare il peggio, è arrivato anche il momento che gli utenti capiscano che bisogna rivolgersi all’ospedale solo in casi di strettissima necessità.
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