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Sassari, schiuma e lancio di uova: devastato un autobus Arst

di Silvia Sanna
Sassari, schiuma e lancio di uova: devastato un autobus Arst

Il mezzo è stato imbrattato da un gruppo di studenti pendolari il 25 settembre. Rientravano a casa da scuola: pochissimi indossavano la mascherina

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SASSARI. È venerdì 25 settembre, è il viaggio di ritorno verso casa degli studenti pendolari. La scuola è ricominciata da tre giorni e le regole a bordo sono queste: distanziamento e mascherina obbligatoria. Ma sul mezzo dell’Arst salta qualsiasi prescrizione. I ragazzi, almeno un paio a giudicare dalle immagini, tirano fuori dagli zaini bombolette di schiuma e uova. Alle 14.40, orario al quale si riferisce la prima foto, la battaglia è già iniziata. Dominano la scena due ragazze: sono sedute una di fronte all’altra, una non indossa la mascherina mentre l’altra la tiene abbassata sul mento. Hanno i capelli e i vestiti ricoperti di schiuma bianca, quella che non si sono gettate addosso è finita sui sedili del mezzo. Gli altri ragazzi guardano incuriositi ma a uno di loro il ruolo di comparsa gli sta stretto: anche lui ha una bomboletta in dotazione ed è pronto a partire. Nella immagine successiva, il ragazzo con la maglietta rossa è in piedi e innaffia di schiuma gli altri studenti e i sedili dell’autobus. Alle 15 l’autobus è un campo di battaglia e i ragazzi protagonisti sono almeno una decina. Oltre a quello con la maglietta rossa, un altro con la maglietta azzurra si dà da fare e a pagarne le conseguenze sono i ragazzi seduti, sporchi e bagnati come pulcini. A un certo punto c’è il faccia a faccia tra il ragazzo in maglietta rossa e quello in maglietta azzurra che si becca un uovo in testa, come si vede dai resti del guscio appiccicati sul collo. Alle 15.07 è tutto finito. L’autobus è arrivato a destinazione, i ragazzi sono scesi diretti a casa: avranno bisogno di una lunga doccia. Il pullman è in condizioni pietose. Per ripulirlo è stato necessario tenerlo fermo per due giorni. Quel venerdì 25 settembre nel vedere quel gruppo di ragazzi scalmanati alle sue spalle, l’autista dell’autobus ha sentito un brivido lungo la schiena. E ha schiacciato il panic-button per avvisare la direzione di quanto stava accadendo. Capita spesso che i mezzi pubblici vengano devastati da passeggeri su di giri e i responsabili – se individuati – vengono chiamati a ripagare i danni. Nel frattempo i bus, che già sono pochi, sono costretti a fermarsi. E i passeggeri, anche quelli che girano senza uova in tasca, restano a terra.

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