La Nuova Sardegna

In campo 43 tracciatori e più posti letto

A caccia del virus nei territori: l’obiettivo è ridurre la pressione sugli ospedali

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CAGLIARI. Più posti letto, più tracciatori: i capisaldi della fase 4 saranno questi. Il piano scatterà subito negli ospedali, nella raccolta dati e nelle Unità territoriali. La Regione ha disegnato l’ultima strategia come se fosse in battaglia. «Nei prossimi 40 giorni – fanno sapere dall’assessorato alla sanità – agiremo con un’operazione a tenaglia per aggredire il Covid: ridurre la pressione sugli ospedali e anticipare i casi più gravi». È «quanto avrebbe dovuto fare un mese fa», hanno commentato i sindaci e le opposizioni in Consiglio regionale.

Rete Covid. Per raggiungere il tetto di 590 posti letto, sono quelli annunciati giorni fa dalla giunta Solinas, saranno coinvolte strutture pubbliche e cliniche private. Il primo ingresso dovrebbe essere quello dell’ospedale di Ghilarza. Fra 48 ore saranno attivati una quarantina di posti fra terapia sub intensiva e ricoveri non gravi, per salvare dal caos il San Martino di Oristano. Altre 40 camere saranno allestite oggi all’hotel Mistral di Oristano e destinate ai ricoverati che non possono essere ancora dimessi. Nel Nord Sardegna a entrare nella rete, i lavori sono conclusi, sarà il Marino di Alghero e servirà a liberare posti letto nelle cliniche San Pietro di Sassari, che da giorni sono al limite della capienza. All’inizio il Marino metterà a disposizione 16 postazioni sub intensive e ricoveri Covid, per arrivare a 40 in caso di emergenza. Sempre a Sassari potrebbe esserci presto anche un coinvolgimento maggiore del Policlinico di Sassari. Infine esiste l’emergenza Sud Sardegna, dove l’unico ospedale Covid, il Santissima Trinità, è allo stremo nonostante l’apertura del sesto reparto. Sarà ingaggiato il Binaghi: un centinaio i posti letto per i positivi sintomatici meno gravi. Anche se i Progressisti, partito di minoranza, hanno detto: «Attenzione a non mischiare due eccellenze, i centri midollo osseo e sclerosi multipla, con il Covid». Nel frattempo sarà coinvolta anche la casa di cura San Salvatore, con venti posti per i casi meno critici. Fatta la somma, la rete dovrebbe arrivare a quota 590 entro una o due settimane. Anche se resta irrisolto il problema dei problemi: mancano i rianimatori per le terapie intensive.

I tracciatori. L’Ats ha confermato l’entrata in servizio di 43 fra medici e impiegati per rinforzare la raccolta dati e le Unità territoriali. «Non basta ancora», ha replicato Emiliano Deiana dell’Associazione dei Comuni, l’Anci, proponendo «una piattaforma di collegamento fra l’Ats e i sindaci». Anche l’associazione dei piccoli Comuni, l’Asel, ha sollecitato la cabina di regia. Il Pd, con Cesare Moriconi, ha chiesto di «sfruttare al massimo la disponibilità dimostrata dai sindaci per far fronte alla pandemia». Per Leu, col capogruppo Daniele Cocco, è «indispensabile l’intervento dei medici militari». Ma sono soprattutto i 5 stelle, con Michele Ciusa e Desirè Manca, a non fare sconti alla Giunta: «Ancora una volta si muove in ritardo e all’ultimo momento cerca di rimediare ai gravi errori che ha commesso finora». (ua)

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