Bambini con la mascherina, per i pediatri non ci sono rischi
Il dpcm stabilisce l’obbligo di utilizzo a scuola per l’intera durata della lezione. La garante De Matteis: grande sacrificio, pregiudica la socialità dei piccoli
SASSARI. Era nell’aria da tempo, poco più di un mese dall’avvio delle lezioni il provvedimento è arrivato. E vale per tutte le regioni d’Italia, a prescindere dal colore. Dunque anche nella gialla Sardegna la mascherina in classe diventa obbligatoria a partire dai 6 anni: non va indossata solo all’ingresso, all’uscita e durante gli spostamenti nell’aula e all’interno dell’edificio scolastico ma va tenuta sempre, anche quando si sta seduti al banco. Può essere tolta ovviamente per bere e mangiare e poi, ma questo nel Dpcm non c’è scritto, in tutte le occasioni in cui si sta all’aria aperta e il distanziamento è ampiamente assicurato.
Sono esclusi dal provvedimento gli scolari di età inferiore ai 6 anni, dunque i piccoli della materna e dei nidi, e chi (a prescindere dall’età) soffre di patologie o disabilità incompatibili con l’utilizzo della mascherina. La decisione di imporre l’utilizzo della mascherina per 5 -8 ore di fila suscita una forte preoccupazione da parte dei genitori. I pediatri però tranquillizzano: a parte il comprensibile fastidio, la mascherina non ha conseguenze dannose dal punto di vista della salute, naturalmente nei bambini sani. La Sip, società italiana di pediatria, ha spiegato che non rischiano “la carenza di ossigeno né la morte per ipossia" e inoltre, non ci sono evidenze che documentino un legame tra uso della mascherina e un'alterazione della flora batterica intestinale.
«Bene, sono notizie che rassicurano, ma è una situazione che avremmo voluto evitare perché comporta un altro genere di conseguenze». Grazia Maria De Matteis è la garante regionale per l’infanzia. E commenta con amarezza la novità inserita nel dcpc: «Me lo aspettavo, lo considero inevitabile ma non sono contenta. Se il ministero della Salute e i pediatri sono stati rassicuranti, non si può nascondere che l’utilizzo della mascherina modifica il rapporto con la scuola, altera la socialità, incide negativamente sulla crescita dei bambini. Mi auguro che questo obbligo decada presto, perché significherebbe che i contagi sono diminuiti».
«Nel frattempo – aggiunge la garante – chiedo due cose. La prima alle istituzioni: devono preservare il sistema scolastico e e arginare allarmi incontrollati, per questo la situazione deve essere monitorata con frequenza settimanale attraverso test salivari negli istituti ai quali far seguire se necessario i tamponi. Agli insegnanti che in queste settimane hanno avuto comportamenti esemplari adattandosi perfettamente alla situazione complicata, chiedo di fare di tutto per aiutare gli scolari più piccoli: per questo evitiamo mascherine troppo rigide o invasive e agiamo in modo che durante l’orario della lezione ci siano momenti in cui sia possibile toglierla e respirare a pieni polmoni all’aperto. È importante attraverso la mascherina veicolare un messaggio positivo, spiegando ai bambini che si tratta di uno strumento fondamentale per superare prima possibile questo momento così difficile e ritornare a sorridere senza filtri».
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