Grenaches, Gambero, Merano: tre premi per la cantina Su’entu
La cantina Su’entu, nata dal sogno di Salvatore Pilloni (nella foto) e oggi saldamente guidata dai figli Valeria, Roberta e Nicola, ha raccolto due importanti riconoscimenti al Concorso...
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La cantina Su’entu, nata dal sogno di Salvatore Pilloni (nella foto) e oggi saldamente guidata dai figli Valeria, Roberta e Nicola, ha raccolto due importanti riconoscimenti al Concorso Internazionale Grenaches du Monde a Montpellier. A guidare le degustazioni 70 giudici provenienti da tutto il mondo con 850 vini in concorso. In questo contesto il Su’anima Cannonau di Sardegna Doc ha ottenuto una doppia medaglia d’oro con le annate 2017 e 2018. Come ha spiegato Roberta Pilloni: «Un vino diverso da quello che spesso ci si aspetta dal Cannonau, giocato sulla freschezza e molto territoriale». A settembre è arrivato anche il riconoscimento dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso per il Su’nico Bovale Marmilla IGT 2018, ottenuti per la seconda volta nella giovane storia della Cantina. Secondo il fondatore Salvatore Pilloni «il riconoscimento del Gambero Rosso per il nostro Su’nico Bovale, premia il lavoro che in questi anni ha svolto Su’entu, oggi guidata dai miei tre figli affiancati da una squadra molto giovane e motivata, che ha saputo trasformare il lavoro quotidiano in un progetto di crescita personale e del territorio. Quando anni fa si parlava di Marmilla non si associava di certo al vino, il fatto che una Igt dimenticata come quella della Marmilla oggi riceva importanti riconoscimenti della critica e del pubblico mi rende particolarmente orgoglioso e sprona me e la mia famiglia ad andare avanti». A chiudere questa fortunata serie di riconoscimenti giovedì 29 ottobre la premiazione, online a causa delle attuali restrizioni, del Merano Wine Festival. Il Su’oltre Marmilla IGT 2017 ha ricevuto il prestigioso The WineHunter Platinum Award, un premio ottenuto nella categoria wine da soli 31 vini italiani. Valeria Pilloni ha dichiarato: «Trovarci in una selezione delle migliori etichette italiane, a cui abbiamo sempre guardato come a dei modelli, non rappresenta un traguardo solo per noi ma anche per il nostro territorio. Un pensiero va anche al nostro enologo: Piero Cella che accompagna la nostra famiglia fin da quando la collina era solo popolata di sassi, per lui questo è stato l’anno dei record».
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