I RILEVAMENTI
Il rebus sui dati regionali Sono incompleti o in ritardo
[LUOGO]ROMA[TESTO]Dati incompleti o in ritardo, affanno sul tracciamento e divergenze sui metodi di valutazione. I provvedimenti contenuti nell'ultimo Dpcm nei confronti di alcune regioni hanno...
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[LUOGO]ROMA
[TESTO]Dati incompleti o in ritardo, affanno sul tracciamento e divergenze sui metodi di valutazione. I provvedimenti contenuti nell'ultimo Dpcm nei confronti di alcune regioni hanno portato alla luce falle e incomprensioni sull'interpretazione dei parametri stabiliti per assegnare ai territori il colore - rosso, arancione o giallo - e dunque le differenti limitazioni disposte dal Governo. Tra tabelle, percentuali e indicatori, lo schema sui 21 criteri adottati dall'Esecutivo per stabilire le restrizioni delle Regioni è contenuto nel documento del Ministero della Salute che risale allo scorso 30 aprile. Già in quella data le Regioni avevano a disposizione una tabella di rischi e criticità che le avrebbero esposte a nuove restrizioni territoriali. Ma sono diversi governatori e anche i Comuni che parlano di indicatori «difficili da decifrare» e c'è chi denuncia «discriminazione» tra regioni, rivendicando sacrifici e chiusure già anticipate qualche giorno fa. Sotto accusa ci sono le regole di valutazione, ma anche i dati che non tutte le regioni riescono a fornire. «La Val D'Aosta - sottolinea il direttore Prevenzione del dicastero della Salute, Gianni Rezza - ha difficoltà a raccogliere i dati». Per la Campania (e non solo) Rezza rileva: «Potrebbe esserci un certo ritardo di notifica».
[TESTO]Dati incompleti o in ritardo, affanno sul tracciamento e divergenze sui metodi di valutazione. I provvedimenti contenuti nell'ultimo Dpcm nei confronti di alcune regioni hanno portato alla luce falle e incomprensioni sull'interpretazione dei parametri stabiliti per assegnare ai territori il colore - rosso, arancione o giallo - e dunque le differenti limitazioni disposte dal Governo. Tra tabelle, percentuali e indicatori, lo schema sui 21 criteri adottati dall'Esecutivo per stabilire le restrizioni delle Regioni è contenuto nel documento del Ministero della Salute che risale allo scorso 30 aprile. Già in quella data le Regioni avevano a disposizione una tabella di rischi e criticità che le avrebbero esposte a nuove restrizioni territoriali. Ma sono diversi governatori e anche i Comuni che parlano di indicatori «difficili da decifrare» e c'è chi denuncia «discriminazione» tra regioni, rivendicando sacrifici e chiusure già anticipate qualche giorno fa. Sotto accusa ci sono le regole di valutazione, ma anche i dati che non tutte le regioni riescono a fornire. «La Val D'Aosta - sottolinea il direttore Prevenzione del dicastero della Salute, Gianni Rezza - ha difficoltà a raccogliere i dati». Per la Campania (e non solo) Rezza rileva: «Potrebbe esserci un certo ritardo di notifica».
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