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Medici, i primi 30 assunti vanno a Sassari e Olbia

Medici, i primi 30 assunti vanno a Sassari e Olbia

In tutto saranno 500. Ma ci sono pochi anestesisti: due andranno dal Brotzu a rinforzare il Mater

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CAGLIARI. Scattano le assunzioni, le prime saranno a Sassari e Olbia, ma su un altro fronte, quello degli anestesisti, la coperta continua a essere corta. Ha due facce la corsa dell’Ats per rimediare alla mancanza di medici nella rete Covid. Se da un lato lunedì dovrebbero entrare in servizio i primi 30 medici dei 500 da ingaggiare, al bando hanno risposto in 777, due rianimatori potrebbero essere trasferiti da Cagliari, ora sono nell’organico del Brotzu e dell’ospedale universitario, per aprire la terapia intensiva al Mater Olbia. «È come stare su un ottovolante. Non sai mai come andrà a finire», hanno commentato a caldo i sindacati dei medici.

Assunzioni. Qualche giorno fa la graduatoria definitiva del bando è stata pubblicata sul sito dell’Ats. Tutti i 777 medici che hanno risposto alla manifestazione d’interesse sono stati dichiarati idonei dalla commissione. Il più anziano è nato nel 1947 per poi laurearsi negli anni settanta. Il più giovane, invece, è una ragazza del 1996. Uno è in testa alla graduatoria, l’altra a metà classifica, perché gli unici criteri previsti dal bando erano appunto l’anno di nascita e quello d’iscrizione all’Ordine. I primi trenta, come annunciato dall’Ats, saranno assunti in gran parte a Sassari e Olbia, che continuano a essere le aree sanitarie in maggiore sofferenza. Il contratto per questo gruppo di medici, così come per gli altri, sarà semestrale, ma potrà essere rinnovato. Prenderanno servizio nelle Unità territoriali di assistenza, le Usca, nelle banche dati per il tracciamento, nelle equipe che organizzano la prevenzione e negli ospedali.

Trasferimenti. L’altra faccia della medaglia è che l’Azienda Brotzu e quella Universitaria di Cagliari hanno affisso in bacheca un avviso che pressappoco recita così: «Su richiesta dell’assessorato alla sanità uno o due anestesisti dovranno trasferirsi al Mater di Olbia nel caso in cui le stesse figure professionali non dovessero essere reperite sul mercato». Il sindacato dei rianimatori, l’Aaroi-Emac, ha sollevato le barricate e inviato una lettera di chiarimenti in cui si legge tra l’altro: «Sorprende, ancora una volta, la decisione di sguarnire le strutture pubbliche già in forte difficoltà e che eventuali potenziamenti diventino di fatto un depotenziamento». A sottolineare il caso è stata anche la consigliera regionale del Partito democratico Rossella Pinna: «Sconcerta sempre più – scrive – questo assurdo balletto di trasferimenti». (ua)

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