Oltre mille posti letto il piano è raddoppiato
Potenziata la rete territoriale con il maggiore contributo dei privati Previsti sino a 135 ricoveri in terapia intensiva e 39 in sub intensiva
4 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Non più 590, ma oltre mille posti letto: la rete anti-Covid è raddoppiata in un battibaleno. Dopo un vertice col commissario dell’Ats e l’ultima seduta di Giunta, gran parte del vecchio piano straordinario è stato rivoluzionato e rimodulato – fanno sapere dalla Regione – per «rispondere, con efficacia, a ogni possibile scenario della pandemia». Di fatto è stata messa in atto un’operazione a strascico, o da preallarme generale, con il coinvolgimento di ospedali pubblici, cliniche private e hotel Covid da un capo all’altro dell’isola. Fino a ottenere – sempre dal comunicato – «l’attivazione progressiva di 552 posti letto in più rispetto agli attuali 454», il totale fa 1.006, e poter «garantire fino a 832 unità/ricovero per i pazienti Covid meno gravi, 39 in sub intensiva e 135 in terapia intensiva». Al di là dei numeri, comunque importanti, è la conferma che la cabina di regia ha accelerato i tempi, per non farsi trovare impreparata nel caso in cui «aumentasse ancora la pressione sul sistema sanitario». Di conseguenza gli annunciati 1.066 posti totali da qui ai prossimi mesi non sarebbero altro, è una deduzione, che l’ultima soglia fissata dalla Regione e dall’Ats. «Abbiamo adottato una strategia – sottolinea il governatore Christian Solinas nel comunicato – per consolidare e rafforzare l’impostazione adottata sin dall’inizio della prima fase, tenendo conto dell’attuale crescita epidemiologica. È, in estrema sintesi, un percorso che ci permetterà di adeguare la nostra risposta a ogni modifica dello scenario anche nel pieno dell’emergenza».
Le novità. Nel leggere la mappa proposta dalla Giunta è possibile capire come saranno rafforzati i posti letto in ciascun territorio. A cominciare da Sassari: la pressione sulle cliniche di San Pietro sarà allentata con i 40 posti Covid all’ospedale Marino di Alghero, più i sei in terapia intensiva al Civile. Poi, stando al piano, aumenterà anche il contributo del Policlinico sassarese, con 10 unità intensive, 25 sub intensive e 35 posti per i pazienti meno gravi. Più, ma non sono quantificati, quelli per i cosiddetti negativizzati all’hotel Grazia Deledda. A Olbia il Giovanni Paolo Secondo, come accade da oltre una settimana, potrà contare invece sul Mater, che a sua volta metterà a disposizione fino a 36 posti letto fra intensiva, 6, sub intensiva, altri 6, e 24 di degenza ordinaria Covid. Sottolineato che nel piano non sono previsti rinforzi per l’area di Nuoro, Oristano avrà invece il sostegno dell’ospedale di Ghilarza, che dovrebbe garantire una quarantina di posti in più per evitare il collasso del pronto soccorso. Poi c’è Cagliari con l’ingaggio confermato del Binaghi, qui i posti letto saranno 100, che diventerà il secondo ospedale Covid del Sud Sardegna dopo i sei reparti del Santissima Trinità, e anche il coinvolgimento della clinica privata San Salvatore, gruppo Kinetica, con 50 unità/ricovero fra terapia intensiva, 10, e area meno critica, 40.
La rassicurazione. È quella immediata dell’assessore alla sanità, per rispondere seduta stante ai dubbi sollevati da sindacati e associazioni sul rischio di sovrapporre l’area ricoveri Covid con quella ordinaria. «Tutti i servizi finora erogati – sottolinea Mario Nieddu – continueranno a essere garantiti in tutti gli ospedali. A cominciare da quelli riservati, sempre al Binaghi, ai 4mila pazienti del Centro regionale per la sclerosi multipla e i delle altre eccellenze presenti nella stessa struttura». Per poi aggiungere: «Siamo al lavoro, giorno dopo giorno, per dare risposte che assicurino il massimo dell’assistenza ai pazienti Covid e allo stesso tempo le cure a quanti soffrono di altre patologie». Sulla carta il piano è pronto, ma bisognerà vedere come nelle prossime settimane risponderà in concreto all’ennesimo attacco sferrato dal Covid.
Il monitoraggio. L’Agenzia nazionale che controlla ogni giorno lo stato dell’arte nelle regioni, l’Agenas, ha confermato che la Sardegna è sotto pressione, ma gli ospedali non sarebbero ancora al limite. Nell’aria critica la percentuale di occupazione dei posti letto dovrebbe essere intorno al 28% e cioè due punti sotto la soglia a rischio. Mentre nell’area non critica sarebbero addirittura 16 i puti di vantaggio. Ma c’è stato l’ultimo picco di venerdì, 52 ricoveri in una sola giornata, e quindi quel margine è diventato all’improvviso meno rassicurante.
Le novità. Nel leggere la mappa proposta dalla Giunta è possibile capire come saranno rafforzati i posti letto in ciascun territorio. A cominciare da Sassari: la pressione sulle cliniche di San Pietro sarà allentata con i 40 posti Covid all’ospedale Marino di Alghero, più i sei in terapia intensiva al Civile. Poi, stando al piano, aumenterà anche il contributo del Policlinico sassarese, con 10 unità intensive, 25 sub intensive e 35 posti per i pazienti meno gravi. Più, ma non sono quantificati, quelli per i cosiddetti negativizzati all’hotel Grazia Deledda. A Olbia il Giovanni Paolo Secondo, come accade da oltre una settimana, potrà contare invece sul Mater, che a sua volta metterà a disposizione fino a 36 posti letto fra intensiva, 6, sub intensiva, altri 6, e 24 di degenza ordinaria Covid. Sottolineato che nel piano non sono previsti rinforzi per l’area di Nuoro, Oristano avrà invece il sostegno dell’ospedale di Ghilarza, che dovrebbe garantire una quarantina di posti in più per evitare il collasso del pronto soccorso. Poi c’è Cagliari con l’ingaggio confermato del Binaghi, qui i posti letto saranno 100, che diventerà il secondo ospedale Covid del Sud Sardegna dopo i sei reparti del Santissima Trinità, e anche il coinvolgimento della clinica privata San Salvatore, gruppo Kinetica, con 50 unità/ricovero fra terapia intensiva, 10, e area meno critica, 40.
La rassicurazione. È quella immediata dell’assessore alla sanità, per rispondere seduta stante ai dubbi sollevati da sindacati e associazioni sul rischio di sovrapporre l’area ricoveri Covid con quella ordinaria. «Tutti i servizi finora erogati – sottolinea Mario Nieddu – continueranno a essere garantiti in tutti gli ospedali. A cominciare da quelli riservati, sempre al Binaghi, ai 4mila pazienti del Centro regionale per la sclerosi multipla e i delle altre eccellenze presenti nella stessa struttura». Per poi aggiungere: «Siamo al lavoro, giorno dopo giorno, per dare risposte che assicurino il massimo dell’assistenza ai pazienti Covid e allo stesso tempo le cure a quanti soffrono di altre patologie». Sulla carta il piano è pronto, ma bisognerà vedere come nelle prossime settimane risponderà in concreto all’ennesimo attacco sferrato dal Covid.
Il monitoraggio. L’Agenzia nazionale che controlla ogni giorno lo stato dell’arte nelle regioni, l’Agenas, ha confermato che la Sardegna è sotto pressione, ma gli ospedali non sarebbero ancora al limite. Nell’aria critica la percentuale di occupazione dei posti letto dovrebbe essere intorno al 28% e cioè due punti sotto la soglia a rischio. Mentre nell’area non critica sarebbero addirittura 16 i puti di vantaggio. Ma c’è stato l’ultimo picco di venerdì, 52 ricoveri in una sola giornata, e quindi quel margine è diventato all’improvviso meno rassicurante.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
