Le terapie intensive oltre la soglia di sicurezza
Il report Agenas sostiene che in Sardegna l’occupazione dei posti letto ha superato il 33 per cento
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CAGLIARI. La soglia di sicurezza nelle terapie intensive è stata superata ed è scattato l’allarme. I posti letto occupati hanno superato il 33 per cento della disponibilità, mentre la soglia di sicurezza è fissata al 30. È tutto scritto nell’ultimo report dell’Agenas, l’Agenzia nazionale che tiene sotto controllo le Regioni. Negli ultimi giorni c’è stata un’impennata di ricoveri nell’area critica, la più grave. Fino a tal punto che la Sardegna, sempre secondo l’Agenzia, ha scavalcato anche la media nazionale, il 31 per cento. In numeri assoluti i ricoverati nelle terapie intensive degli ospedali sardi Covid sono 55 – è scritto nel bollettino dell’Unità di crisi – e con un paziente in meno rispetto al monitoraggio di sabato. Però si vede che l’Agenas ha a disposizione dati diversi, o comunque la base di calcolo (leggi posti letto disponibili) potrebbe essere superiore a quella della Regione.
Area rossa. Il 33 per cento è un campanello d’allarme: i casi gravi sono in aumento, o almeno lo sono stati in questo ultimo fine settimana. Questi numeri potrebbero confermare anche la teoria, rilanciata da alcuni siti nazionali, che il virus continua a mutare e, a seconda dei territori, sarebbe diventato ancora più aggressivo rispetto alla prima ondata primaverile. Una ricostruzione smentita da altri virologi, per cui l’aumento dei ricoveri – almeno in Sardegna – sarebbe dovuto solo ad alcune circostanze casuali. Sta di fatto che – nel leggere l’ultimo rapporto Agenas – uno dei 21 indicatori per cui le regioni sono classificate rosse, arancioni o gialle non è più al sicuro come lo era fino a una settimana fa.
Area non critica. È molto più rassicurante il report dell’Agenzia sui posti letto occupati dai pazienti Covid meno gravi e nelle terapie sub intensive. In questo caso, la Sardegna è messa meglio rispetto alle altre regioni. La percentuale è 28, con l’allerta nazionale fissata a quota 40 e quindi sono ben 12 i punti di vantaggio. Un altro dato significativo è che, nell’area non critica, la media nazionale è intorno al 47 per cento di posti occupati e quindi fuori controllo. In Sardegna, invece, sarebbe tenuta ancora sotto controllo. Anche se – stando ai bollettini dell’Unità di crisi regionale – di giorno in giorno aumentano i ricoveri in sub intensiva e infatti è ancora forte la pressione sugli ospedali.
Rete Covid. Nei prossimi giorni si capirà anche quanti nuovi posti del piano straordinario saranno attivati negli ospedali pubblici e in quelli convenzionati, seguendo la strategia modulare prevista dalla Regione. Dei 1006 i primi dovrebbero essere i cento allestiti al Binaghi, che diventerà il secondo hospital Covid del Sud Sardegna dopo il Santissima Trinità.
Area rossa. Il 33 per cento è un campanello d’allarme: i casi gravi sono in aumento, o almeno lo sono stati in questo ultimo fine settimana. Questi numeri potrebbero confermare anche la teoria, rilanciata da alcuni siti nazionali, che il virus continua a mutare e, a seconda dei territori, sarebbe diventato ancora più aggressivo rispetto alla prima ondata primaverile. Una ricostruzione smentita da altri virologi, per cui l’aumento dei ricoveri – almeno in Sardegna – sarebbe dovuto solo ad alcune circostanze casuali. Sta di fatto che – nel leggere l’ultimo rapporto Agenas – uno dei 21 indicatori per cui le regioni sono classificate rosse, arancioni o gialle non è più al sicuro come lo era fino a una settimana fa.
Area non critica. È molto più rassicurante il report dell’Agenzia sui posti letto occupati dai pazienti Covid meno gravi e nelle terapie sub intensive. In questo caso, la Sardegna è messa meglio rispetto alle altre regioni. La percentuale è 28, con l’allerta nazionale fissata a quota 40 e quindi sono ben 12 i punti di vantaggio. Un altro dato significativo è che, nell’area non critica, la media nazionale è intorno al 47 per cento di posti occupati e quindi fuori controllo. In Sardegna, invece, sarebbe tenuta ancora sotto controllo. Anche se – stando ai bollettini dell’Unità di crisi regionale – di giorno in giorno aumentano i ricoveri in sub intensiva e infatti è ancora forte la pressione sugli ospedali.
Rete Covid. Nei prossimi giorni si capirà anche quanti nuovi posti del piano straordinario saranno attivati negli ospedali pubblici e in quelli convenzionati, seguendo la strategia modulare prevista dalla Regione. Dei 1006 i primi dovrebbero essere i cento allestiti al Binaghi, che diventerà il secondo hospital Covid del Sud Sardegna dopo il Santissima Trinità.
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