I dati nazionale
Calano i contagi, sale l’indice “Rt”
Solita flessione (25.271) motivata dal crollo dei tamponi (147 mila)
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[LUOGO]ROMA
[TESTO]L'epidemia di Covid-19 in Italia peggiora e a livello nazionale l'indice di contagio Rt è pari a 1,7: il direttore del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, presenta il quadro di una «situazione epidemiologica da Covid-19 che continua a peggiorare», con «oltre 500 casi per 100mila abitanti e quasi tutte le regioni italiane pesantemente colpite». Come ogni lunedì, i casi segnano una riduzione: sono scesi a 25.271 (7.000 in meno in 24 ore), e si è ridotto anche il numero dei tamponi: 147.725 contro 191.144 del giorno precedente. I decessi sono stati 356 in più in 24 ore e i ricoveri nelle unità di terapia intensiva sono saliti complessivamente a 2.849. Con 4.777 nuovi casi, la Lombardia continua a essere la regione più colpita, seguita da Campania (3.120) e Piemonte (2.876). Nonostante i numeri calino a livello nazionale, il rapporto fra casi positivi e tamponi continua a essere alto: 17,1%. Da tre giorni ormai si è attestato su valori superiori al 17%, primo indicatore di come i numeri dell'epidemia continuino a sfuggire numerosi dalle maglie del tracciamento. «Nei ricoveri ospedalieri - dice ancora Rezza - notiamo una tendenza all'aumento e soprattutto c'è un incremento per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva e questa situazione giustifica l'adozione di interventi più restrittivi soprattutto nelle regioni più colpite. E naturalmente necessita dell'adozione di comportamenti prudenti da parte di tutti i cittadini». Avere un quadro fedele della situazione epidemiologica è comunque molto difficile perché «l'indice Rt viene calcolato sulla base della data in cui sono comparsi i sintomi», osserva il fisico Giorgio Parisi, dell'Università Sapienza di Roma. «La percentuale di chi ha sintomi varia da regione a regione» e «non viene indicato il motivo per cui si fanno i tamponi».
[TESTO]L'epidemia di Covid-19 in Italia peggiora e a livello nazionale l'indice di contagio Rt è pari a 1,7: il direttore del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, presenta il quadro di una «situazione epidemiologica da Covid-19 che continua a peggiorare», con «oltre 500 casi per 100mila abitanti e quasi tutte le regioni italiane pesantemente colpite». Come ogni lunedì, i casi segnano una riduzione: sono scesi a 25.271 (7.000 in meno in 24 ore), e si è ridotto anche il numero dei tamponi: 147.725 contro 191.144 del giorno precedente. I decessi sono stati 356 in più in 24 ore e i ricoveri nelle unità di terapia intensiva sono saliti complessivamente a 2.849. Con 4.777 nuovi casi, la Lombardia continua a essere la regione più colpita, seguita da Campania (3.120) e Piemonte (2.876). Nonostante i numeri calino a livello nazionale, il rapporto fra casi positivi e tamponi continua a essere alto: 17,1%. Da tre giorni ormai si è attestato su valori superiori al 17%, primo indicatore di come i numeri dell'epidemia continuino a sfuggire numerosi dalle maglie del tracciamento. «Nei ricoveri ospedalieri - dice ancora Rezza - notiamo una tendenza all'aumento e soprattutto c'è un incremento per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva e questa situazione giustifica l'adozione di interventi più restrittivi soprattutto nelle regioni più colpite. E naturalmente necessita dell'adozione di comportamenti prudenti da parte di tutti i cittadini». Avere un quadro fedele della situazione epidemiologica è comunque molto difficile perché «l'indice Rt viene calcolato sulla base della data in cui sono comparsi i sintomi», osserva il fisico Giorgio Parisi, dell'Università Sapienza di Roma. «La percentuale di chi ha sintomi varia da regione a regione» e «non viene indicato il motivo per cui si fanno i tamponi».
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