[NERO]Preoccupa la stima dei medici sui ricoveri «Il raddoppio è atteso in sette giorni»
I reparti degli ospedali sono ormai pieni ma la situazione, a breve, è destinata a peggiorare ulteriormente: se il trend epidemico rimarrà quello attuale, i medici si attendono infatti un raddoppio...
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I reparti degli ospedali sono ormai pieni ma la situazione, a breve, è destinata a peggiorare ulteriormente: se il trend epidemico rimarrà quello attuale, i medici si attendono infatti un raddoppio dei ricoveri nei prossimi 7 giorni. La situazione appare dunque al limite, anche perché le cure a casa dei pazienti Covid non gravi non sono mai davvero «decollate» e le Unità di continuità assistenziale Usca, pilastro fondamentale per l'assistenza domiciliare, sono in realtà ancora presenti a macchia di leopardo sul territorio. Insomma, le difficoltà non mancano ed i pazienti a domicilio si trovano ora a dover fare i conti anche con un'altra emergenza: «Abbiamo avuto notizie dal territorio che si stanno verificando carenze nella disponibilità di bombole di ossigeno nelle farmacie per le cure domiciliari di pazienti Covid», ha avvertito il presidente di Federfarma Marco Cossolo. «Stiamo ora approfondendo la situazione e valutando il da farsi», ha assicurato. Intanto, ci si attende «un raddoppio dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva nella prossima settimana se il trend non muterà, ed in attesa degli eventuali benefici derivanti dalle misure dell'ultimo Dpcm che potranno però evidenziarsi non prima di altri 10 giorni», afferma il presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac) Alessandro Vergallo. Le terapie intensive «sono già sotto pressione. A fronte di ciò e dell'assenza di una medicina territoriale, la proposta di lockdown nazionale avanzata dalla Federazione degli Ordini dei medici - rileva - è a questo punto ragionevole». I ricoveri ospedalieri e dunque anche quelli in terapie intensiva, afferma, «purtroppo aumenteranno fino a quando le misure più restrittive dell'ultimo Dpcm non porteranno gli auspicati effetti positivi». Dunque, «a trend epidemico invariato, finora abbiamo visto appunto un raddoppio dei casi in media ogni 10 giorni». Se «pensiamo pertanto ad una proiezione a breve termine, la situazione appare al limite. Le terapie intensive iniziano ad essere in crisi per il superamento della soglia limite del 30% di posti letto occupati per malati Covid», ma la crisi «riguarda l'intero sistema ospedaliero». Tale situazione, secondo Vergallo, «è dovuta anche al fatto che la Medicina del territorio, che coinvolge circa 50mila medici di base, non sta funzionando».
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