Sanna la prende con ironia: «Ho vinto la coppa piccola»
di Francesco Pirisi
L’architetto leader del centrodestra: i nuoresi non hanno voluto svoltare «Era una corsa a due, sono arrivato secondo: mi darò da fare all’opposizione»
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NUORO. I dati stanno ancora arrivando, ma Pietro Sanna, 53 anni, espresso dalla Lega alla guida del centrodestra, già dal pomeriggio sa di avere perso la sfida del ballottaggio contro il sindaco uscente Andrea Soddu. «Che dire? La città ha fatto una scelta precisa. Ha deciso di riconfermare coloro che hanno amministrato in questi anni. Immagino che i nuoresi siano dunque soddisfatti degli ultimi cinque anni di governo». Le buone maniere, dell’architetto-imprenditore, impongono per il momento di non andare oltre nel giudizio: «Sono sereno e non è successo nulla che non si potesse mettere nel conto. In una corsa a due – dice Sanna, con linguaggio sportivo – uno prende la coppa grande e uno la piccola». Quella di Sanna se rapportata all’esito può essere alta la metà, ma l’interessato crede la si possa allungare un po’: «Le liste della nostra coalizione nel primo turno sono arrivate a mettere insieme circa il 30 per cento dei consensi. Ora, al ballottaggio, abbiamo migliorato anche quel risultato». Quando si viene doppiati, tuttavia, qualcosa che non è andato c’è di certo. Sanna di una cosa è sicuro: «Nella campagna elettorale ci siamo spesi senza lesinare energie, sia il sottoscritto, sia i candidati dei diversi partiti. Non ci possiamo rimproverare nulla». Il candidato sindaco del centrodestra, piuttosto accenna a un altro problema, che alla fine può avere spostato la campagna elettorale dalla diritta via: «Faccio politica e partecipo alle elezioni da diversi anni (Sanna è stato in consiglio comunale per due mandati ndr) e mai come questa volta l’elettore mi è parso indecifrabile. Ecco, oltre a spiegare le cose e i programmi, ci siamo ritrovati senza riferimenti specifici per capire e interpretare meglio gli umori». Il risultato dice che Soddu e la sua formazione li hanno saputi leggere meglio. O, forse l’elettore non si è voluto staccare dalle proposte e dai colori politici con cui a Nuoro e provincia continua ad avere più familiarità: «Non credo – dice Sanna – a un voto motivato dalle appartenenze e simpatie politiche. Piuttosto, io lo leggo come il consenso verso un tipo di organizzazione, in una città che in quanto a vita sociale e sistema economico vuole continuare a essere uguale a se stessa. Se il cittadino nuorese non cambia un certo modo di vedere e pensare la sua realtà, dalla socialità all’economia, appunto, credo che difficilmente muterà anche le sue scelte politiche. Insomma, sembrano contenti di quanto hanno avuto dalle amministrazioni di centrosinistra. Cosa ci posso fare?». Sanna, come in campagna elettorale, spiega i motivi di malcontento sui quali cercava di fare leva la sua proposta alternativa: «Non si può essere contenti e credere che funzioni, come invece qualcuno ha voluto far credere, una città che in cinque anni ha perso oltre 1500 abitanti, dove ogni stagione vengono meno 800 studenti e la dispersione scolastica è oltre il 42 per cento». Su questi temi Sanna garantisce il suo impegno. Giocoforza dall’opposizione: «Da quei banchi darò il massimo del contributo alla mia città, lavorando per tutti, così come ho sempre fatto». Poi un pensiero su cosa gli ha lasciato questa esperienza, apprezzabile per i modi e i toni dle confronto: «Siamo stati sempre seri e onesti e abbiamo rispettato tutti. Un esempio per i giovani che si sono avvicinati a noi. Li ringrazio per l’impegno, così come tutti i nuoresi che hanno creduto nel nostro progetto, insieme a me e all’intera coalizione».
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