La Nuova Sardegna

SE BATTI AMICI E NEMICI

di ROBERTO PETRETTO

È il risultato più clamoroso di questo ballottaggio: Graziano Milia, il ritorno. Battuto il rampante candidato fortemente voluto dal governatore Solinas che godeva dei favori del pronostico e partiva...

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È il risultato più clamoroso di questo ballottaggio: Graziano Milia, il ritorno. Battuto il rampante candidato fortemente voluto dal governatore Solinas che godeva dei favori del pronostico e partiva dall’ottimo risultato del primo turno. Gioisce il centrosinistra, perché la sconfitta a Quartu per il centrodestra rappresenta un tonfo di cui s’è sentito il rumore sino a Villa Devoto. Ma nella vittoria di Milia c’è moltissimo di Milia e poco dei partiti. Soprattutto del Pd, uscito di scena dopo il primo turno e convinto sostenitore dell’ex sindaco al secondo. L’elezione di Milia, anzi, mette in evidenza, ancora una volta, la debolezza degli schemi tradizionali, gli errori delle segreterie dei partiti nell’individuazione dei candidati più forti, la propensione atavica alla divisione che spesso ha finito per andare a vantaggio degli avversari. Questa volta non è successo perché la figura di Milia si è dimostrata più forte delle divisioni, come non era accaduto alle suppletive di Sassari per il Senato. La vittoria è di Milia e quei quasi 4mila voti in più rispetto all’avversario sono allo stesso tempo un premio alla figura dell’ex sindaco e un avviso inquietante per la coalizione di centrodestra che governa la Regione. Solinas e molti assessori della sua giunta in campagna elettorale a Quartu si sono spesi senza risparmio. Li ha battuti un uomo che ha avuto la forza di andare contro il suo ex partito, contro tutti. Il centrosinistra festeggia, ma non avrà sempre un Milia da schierare in campo.

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