La Nuova Sardegna

Reclutava vittime in chiesa poi il figlio le truffava

di Luciano Onnis
Reclutava vittime in chiesa poi il figlio le truffava

La polizia aveva arrestato già il santone e ieri ha incastrato anche la madre Fra i trucchi utilizzati anche quella delle lacrime da una statuetta della Madonna

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SELARGIUS. La statuetta di una madonna piangente era l’arma di madre e figlio per influenzare persone psicologicamente segnate da gravi vicende personali ed estorcere loro denaro. Lei, Ermelinda Puddu, 70 anni, individuava le vittime e, dopo aver conquistato la fiducia e raccolto le loro pene, le affidava alle cure del sedicente santone che altri non era che il figlio 41enne, Alessandro Ambu. Lui era stato arrestato su ordine del Gip lo scorso 10 ottobre a conclusione della prima tranche di indagini dei poliziotti del commissariato di Quartu, coordinati dal dirigente Davide Carboni. Ieri mattina è scattata la nuova misura cautelare ai domiciliari, la stessa assegnata alla madre per concorso in truffa.

Due i casi accertati: uno da 15mila euro nei confronti di una vedova 60enne, l’altro da 1.650 a danno di un pensionato di 71 anni, convinti dai due indagati di essere colpiti da malocchio e avere gravi malattie con imminente pericolo di vita. Accertato un terzo episodio, non andato a buon fine perché la vittima designata ha minacciato di denunciare il santone.

A far scattare le indagini della polizia era stata la denuncia della vedova 60enne raggirata e derubata a più riprese per un totale di 15mila euro. È stata convinta a presentarsi in commissariato da un’amica che aveva raccolto le sue confidenze e a cui aveva chiesto un prestito di denaro da versare al santone guaritore. Gli investigatori lo avevano arrestato in flagranza quando si era presentato alla vittima per ritirare la nuova somma chiesto con minacce di “fatture di morte”.

I poliziotti hanno intuito che di mezzo c’era la complicità della madre e hanno proseguito l’attività investigativa: la Puddu, abile nel manipolare persone depresse e spaventate, individuava le vittime durante la recita del rosario in chiesa, carpiva le loro preoccupazioni e diceva loro di conoscere chi poteva salvarle. Per convincerle le portava nella sua abitazione dove teneva esposta una statuetta della Madonna che la notte – a suo dire – lacrimava. Poi le faceva tornare per pregare, inondando la casa di profumi di fiori per rendere più mistico l'ambiente. Quindi dava loro fazzoletti di carta impregnati di acqua salata che spacciava per lacrime versate dalla madonnina durante la notte, da usare contro il malocchio.

A quel punto entrava in scena il figlio che si faceva pagare profumatamente, con le buone o con le cattive, per guarire dei loro mali le ingenue vittime.

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