IL RETROSCENA
Conte rallenta sulle restrizioni
di Serenella Mattera
Gli scienziati fanno sperare il premier, sale il timore per gli ospedali
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ROMA. Sono gli scienziati a far ben sperare Giuseppe Conte: la curva dei contagi, gli spiegano Agostino Miozzo, Silvio Brusaferro e Franco Locatelli, ha raggiunto il plateau, il punto in cui ancora non scende ma neanche sale più. Non è affatto lo scampato pericolo. Anzi, il ministro Roberto Speranza si mostra ancora preoccupato per i messaggi di allarme che arrivano dal mondo sanitario, perché se gli scienziati vedono la curva i medici osservano la realtà di corsie e reparti. La consapevolezza che guida il premier e i capi delegazione, in una riunione lunga oltre sei ore, è che novembre sia il mese decisivo per evitare una seconda ondata di Covid peggiore della prima e un Natale in lockdown. Ma il rallentare della curva allontana per ora lo spettro di un lockdown generalizzato, che Conte vuole a ogni costo scongiurare. E anche la necessità di un nuovo Dpcm per una ulteriore stretta nazionale: «Il sistema a tre fasce sta funzionando, l'ultimo decreto non si tocca», tirano un sospiro di sollievo a Palazzo Chigi. «Per ora», chiosa un ministro. Il Movimento 5 stelle porta sul tavolo del vertice governativo il «problema» Campania. È il dossier che più impensierisce il governo, per gli allarmi che vengono da Napoli, per un sistema ospedaliero allo stremo. Il sospetto di una fonte di centrosinistra è che il tema sia sollevato in chiave polemica nei confronti del presidente Vincenzo De Luca. Ma se i pentastellati si spingono a definire il fatto che la Campania resti in fascia gialla «una presa in giro», la verità è che la situazione nella Regione preoccupa diversi ministri. Non è il momento di abbassare la guardia, sottolineano Speranza e Dario Franceschini al tavolo con il premier, Alfonso Bonafede, Teresa Bellanova e Francesco Boccia. La scelta comune è puntare ancora sull'impianto che ha diviso il Paese in zone gialle, arancioni e rosse a seconda dei contagi. Ma qualche divergenza si registra sulla scelta, in prospettiva, di irrigidire ancora le misure. Per ora ci si è dati tempo fino a domani, quando arriveranno i nuovi dati del monitoraggio: entro il weekend la gran parte delle Regioni d'Italia dovrebbe passare in zona arancione o rossa. E i ministri Speranza e Boccia starebbero incoraggiando i governatori ad adottare misure più restrittive di quelle del governo, soprattutto per evitare assembramenti nei weekend, con limitazioni ulteriori di negozi e ristoranti.
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