Le opposizioni: «Sfiduciare Solinas»
di Umberto Aime
Pd, Progressisti, Leu e M5s: serve una commissione d’inchiesta, troppe bugie
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CAGLIARI. Non uno solo, gli attacchi a testa bassa sono due. «Lo scandalo delle discoteche è così scabroso, imbarazzante, grande, enorme che non potevamo fermarci alla commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid». Detto fatto. I partiti di opposizione hanno raddoppiato la forza d’urto da un giorno all’altro: «Presenteremo anche una mozione di sfiducia contro il presidente della Regione. Ha detto troppe bugie sui pareri del Comitato tecnico-scientifico e sulle sue ordinanze. Non può e non deve più sfuggire al confronto politico. L’ha fatto finora, ma non gli permetteremo di farlo ancora. Ora, immediatamente, dovrà rendere conto ai sardi di quanto è accaduto prima, durante e dopo l’11 agosto».
Commissione d’inchiesta. Oggi Pd, Progressisti, Leu e i Cinque stelle si presenteranno insieme in Consiglio regionale, «siamo sempre più un blocco unico», con le loro due richieste. La prima è stata confermata da Francesco Agus: «Come previsto dal regolamento, solleciteremo l’immediata costituzione della commissione d’inchiesta sulla pandemia. Non su questo o quell’aspetto dell’emergenza sanitaria, ma su tutta la gestione che c’è stata finora da parte della Giunta regionale». Dai posti letto alle file delle ambulanze, dai tamponi che mancano al blocco degli ospedali, dalle assunzioni alla catena di comando: «Non è più possibile – ha aggiunto Michele Ciusa – che la Regione continui a chiudersi a riccio, per poi uscire allo scoperto solo con il bollettino giornaliero dell’Unità di crisi, o con uno o più comunicati senza contraddittorio, mentre la Sardegna ha bisogno, necessità, di capire a che punto siamo e come possiamo davvero fermare la seconda ondata della pandemia». Sono sempre troppi i misteri e le zone grigie che «ruotano attorno al presunto piano straordinario dell’assessorato alla sanità: «Manca una strategia e gli effetti di questo vuoto sono sempre più preoccupanti. Fino a quando riusciremo a rimanere ancora un zona gialla?», ha rilanciato Eugenio Lai. «Non è più possibile – sono state le parole di Desirè Manca – che la Giunta provi a giustificarsi con il ritornello: questa pandemia non era prevedibile da nessuno. Basta, vogliamo la verità». È una verità – ha sottolineato Gianfranco Ganau – che «i sardi hanno diritto di sapere nel momento in cui sono esplosi i contagi e quando non sappiamo per quanto tempo il nostro sistema sanitario reggerà all’onda d’urto». Oggi la richiesta di «indagare a tutto campo» sarà consegnata nelle mani del presidente del Consiglio regionale. «La firmeremo tutti e, come prevede il regolamento, la presidenza spetterà all’opposizione». Quando dovrebbero cominciare i lavori della commissione speciale? «Massimo la settimana prossima. Non c’è più tempo da perdere, la situazione è fuori controllo».
Mozione di sfiducia. Il secondo attacco frontale è stato deciso sull’onda del ciclone Report e delle pressioni che la maggioranza avrebbe ricevuto per far riaprire le discoteche a Ferragosto. «Quello che abbiamo sentito dalla viva voce di alcuni consiglieri del centrodestra è sconcertante», ha denunciato Massimo Zedda. Lo è – ha aggiunto – «ancora di più dopo l’ultimo scandaloso valzer sui pareri del Comitato scientifico». Fra rivelazioni, successive smentite e altri colpi di scena – hanno sottolineato le opposizioni – «abbiamo solo capito che il presidente non ha detto la verità nel ricostruire quanto è accaduto prima di firmare l’ordinanza». Per Gianfranco Ganau è «mancata del tutto la trasparenza, o peggio ancora il centrodestra è stato solo capace di sollevare un polverone sull’ordine del giorno (come ricostruito nell’articolo sotto), mistificando la realtà e sfuggendo alla vera domanda: gli esperti erano o no d’accordo con la riapertura dei locali da ballo?». A preoccupare la minoranza, come ha sottolineato Francesco Agus, è «soprattutto quale sia stato il vero peso delle pressioni rivelate e confessate dal centrodestra alla vigilia dell’ordinanza. L’ingerenza più o meno strisciante delle lobby non è ammissibile. Lo è ancora meno quando a essere in pericolo è la salute sardi». Come opposizioni – hanno rilanciato Manca e Ciusa – «chiederemo la condivisione della mozione a tutti i consiglieri che abbiano ancora senso di responsabilità ma sopratutto l'onestà intellettuale di ammettere che c’è stato un fallimento». Centrosinistra e Cinque stelle sanno bene che in aula mai a avranno i numeri per far approvare la sfiducia: il centrodestra è troppo forte. «Non importa – è stata la replica di Lai – noi vogliamo dire in faccia a Solinas: devi dimetterti».
Commissione d’inchiesta. Oggi Pd, Progressisti, Leu e i Cinque stelle si presenteranno insieme in Consiglio regionale, «siamo sempre più un blocco unico», con le loro due richieste. La prima è stata confermata da Francesco Agus: «Come previsto dal regolamento, solleciteremo l’immediata costituzione della commissione d’inchiesta sulla pandemia. Non su questo o quell’aspetto dell’emergenza sanitaria, ma su tutta la gestione che c’è stata finora da parte della Giunta regionale». Dai posti letto alle file delle ambulanze, dai tamponi che mancano al blocco degli ospedali, dalle assunzioni alla catena di comando: «Non è più possibile – ha aggiunto Michele Ciusa – che la Regione continui a chiudersi a riccio, per poi uscire allo scoperto solo con il bollettino giornaliero dell’Unità di crisi, o con uno o più comunicati senza contraddittorio, mentre la Sardegna ha bisogno, necessità, di capire a che punto siamo e come possiamo davvero fermare la seconda ondata della pandemia». Sono sempre troppi i misteri e le zone grigie che «ruotano attorno al presunto piano straordinario dell’assessorato alla sanità: «Manca una strategia e gli effetti di questo vuoto sono sempre più preoccupanti. Fino a quando riusciremo a rimanere ancora un zona gialla?», ha rilanciato Eugenio Lai. «Non è più possibile – sono state le parole di Desirè Manca – che la Giunta provi a giustificarsi con il ritornello: questa pandemia non era prevedibile da nessuno. Basta, vogliamo la verità». È una verità – ha sottolineato Gianfranco Ganau – che «i sardi hanno diritto di sapere nel momento in cui sono esplosi i contagi e quando non sappiamo per quanto tempo il nostro sistema sanitario reggerà all’onda d’urto». Oggi la richiesta di «indagare a tutto campo» sarà consegnata nelle mani del presidente del Consiglio regionale. «La firmeremo tutti e, come prevede il regolamento, la presidenza spetterà all’opposizione». Quando dovrebbero cominciare i lavori della commissione speciale? «Massimo la settimana prossima. Non c’è più tempo da perdere, la situazione è fuori controllo».
Mozione di sfiducia. Il secondo attacco frontale è stato deciso sull’onda del ciclone Report e delle pressioni che la maggioranza avrebbe ricevuto per far riaprire le discoteche a Ferragosto. «Quello che abbiamo sentito dalla viva voce di alcuni consiglieri del centrodestra è sconcertante», ha denunciato Massimo Zedda. Lo è – ha aggiunto – «ancora di più dopo l’ultimo scandaloso valzer sui pareri del Comitato scientifico». Fra rivelazioni, successive smentite e altri colpi di scena – hanno sottolineato le opposizioni – «abbiamo solo capito che il presidente non ha detto la verità nel ricostruire quanto è accaduto prima di firmare l’ordinanza». Per Gianfranco Ganau è «mancata del tutto la trasparenza, o peggio ancora il centrodestra è stato solo capace di sollevare un polverone sull’ordine del giorno (come ricostruito nell’articolo sotto), mistificando la realtà e sfuggendo alla vera domanda: gli esperti erano o no d’accordo con la riapertura dei locali da ballo?». A preoccupare la minoranza, come ha sottolineato Francesco Agus, è «soprattutto quale sia stato il vero peso delle pressioni rivelate e confessate dal centrodestra alla vigilia dell’ordinanza. L’ingerenza più o meno strisciante delle lobby non è ammissibile. Lo è ancora meno quando a essere in pericolo è la salute sardi». Come opposizioni – hanno rilanciato Manca e Ciusa – «chiederemo la condivisione della mozione a tutti i consiglieri che abbiano ancora senso di responsabilità ma sopratutto l'onestà intellettuale di ammettere che c’è stato un fallimento». Centrosinistra e Cinque stelle sanno bene che in aula mai a avranno i numeri per far approvare la sfiducia: il centrodestra è troppo forte. «Non importa – è stata la replica di Lai – noi vogliamo dire in faccia a Solinas: devi dimetterti».
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