Coronavirus in Sardegna, il calvario dei volontari: tute-sauna per 10 ore
A Nuoro equipaggi in ostaggio per 2 giorni, a Ozieri mancano i tamponi e i pazienti restano nei mezzi
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SASSARI. La tute blindano dal virus, ma non fanno passare nemmeno l’aria, è come indossare una sauna. Poi le mascherine, che alla lunga tolgono l’aria, comprimono il viso, scatenano il mal di testa. I volontari delle ambulanze sopportano questo calvario anche per dieci ore consecutive. Perché i pronto soccorso sono completamente saturi di pazienti, e non possono accoglierne altri. Presentarsi all’ospedale di Nuoro significa condannarsi ad un’attesa anche di 48 ore. Il paziente rimane nel mezzo anche due giorni prima di poter essere scaricato e preso in carico dai medici. Viene stabilizzato in ambulanza, e assieme a lui rimangono in ostaggio anche i volontari del 118. «In questo caso organizziamo delle stafette – spiegano gli operatori della centrale – in modo da dare il cambio all’equipaggio. Consentirgli di mangiare qualcosa, o semplicemente di poter andare in bagno»
A Sassari la situazione è migliore, ma ci sono giorni in cui la pressione degli accessi è insostenibile. Due sere fa i reparti e le tenso strutture esterne erano in overbooking, e non c’era un solo posto per chi risultava positivo al tampone. La soluzione era destinare Sassari a pronto soccorso covid, e dirottare i pazienti “puliti” nei presidi del territorio. Non Alghero, perché sold-out, l’unica destinazione possibile era Ozieri. Piccolo problema: prima di accedere nell’ospedale, gli utenti devono essere sottoposti a tampone. Se l’esito è negativo, le porte si aprono, se positivo si riparte dal via, come al Monopoli, cioè si rientra a Sassari dove però non c’è un solo posto libero. Ma in tutte le soluzioni last minute, spesso sorge l’intoppo. Ozieri, l’altra notte, era sprovvista di kit per effettuare i tamponi. Ancora una volta i mezzi di soccorso ostaggio della disorganizzazione generale, in attesa dell’invio dei kit, dell’effettuazione dei test e infine dell’esito dei tamponi. Tradotto, tra viaggio e consegna pazienti, il pit-stop dell’ambulanza dura anche 8 ore, privando l’area di Sassari di una possibilità rapida di intervento. Insomma, in questi giorni la coperta è cortissima, e la centrale del 118 deve fare i salti mortali per coprire le richieste di aiuto. I centralinisti, tra pazienti in preda al panico, volontari stanchi e sotto stress, persone che in mezzo alla tempesta pensano solo al proprio acciacco, minacciano denunce, scantonano, mantengono una lucidità sorprendente. Tre minuti per decidere: ok, codice, giallo. Avanti un altro. (lu.so.)
A Sassari la situazione è migliore, ma ci sono giorni in cui la pressione degli accessi è insostenibile. Due sere fa i reparti e le tenso strutture esterne erano in overbooking, e non c’era un solo posto per chi risultava positivo al tampone. La soluzione era destinare Sassari a pronto soccorso covid, e dirottare i pazienti “puliti” nei presidi del territorio. Non Alghero, perché sold-out, l’unica destinazione possibile era Ozieri. Piccolo problema: prima di accedere nell’ospedale, gli utenti devono essere sottoposti a tampone. Se l’esito è negativo, le porte si aprono, se positivo si riparte dal via, come al Monopoli, cioè si rientra a Sassari dove però non c’è un solo posto libero. Ma in tutte le soluzioni last minute, spesso sorge l’intoppo. Ozieri, l’altra notte, era sprovvista di kit per effettuare i tamponi. Ancora una volta i mezzi di soccorso ostaggio della disorganizzazione generale, in attesa dell’invio dei kit, dell’effettuazione dei test e infine dell’esito dei tamponi. Tradotto, tra viaggio e consegna pazienti, il pit-stop dell’ambulanza dura anche 8 ore, privando l’area di Sassari di una possibilità rapida di intervento. Insomma, in questi giorni la coperta è cortissima, e la centrale del 118 deve fare i salti mortali per coprire le richieste di aiuto. I centralinisti, tra pazienti in preda al panico, volontari stanchi e sotto stress, persone che in mezzo alla tempesta pensano solo al proprio acciacco, minacciano denunce, scantonano, mantengono una lucidità sorprendente. Tre minuti per decidere: ok, codice, giallo. Avanti un altro. (lu.so.)
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