Covid in Sardegna: nasce il pool di esperti ospedalieri Ares-Ats
Sedici medici, terranno sotto controllo la disponibilità negli ospedali
CAGLIARI. In attesa di capire il futuro del Comitato tecnico scientifico del governatore Solinas, l’unico rimasto è Stefano Vella, l’Ats ha messo su un suo pool, formato da soli esperti interni. Voluto dal commissario straordinario dell’Azienda unica, Massimo Temussi, avrà il compito di «monitorare e valutare i percorsi diagnostici per i pazienti Covid». In parole ancora più semplici, saranno sedici medici a dover verificare cosa non va nella rete ospedaliera anti-coronavirus: dai pronto soccorso ai posti letto nelle terapie intensive e subintensive. Soprattutto spetterà a loro tenere sotto controllo, ogni giorno, quanti posti letto sono occupati nell’area critica e in quella destinata al ricovero dei pazienti Covid non gravi. Ancora è sempre su indicazione del pool che l’Ats-Ares dovrà metterà in pratica il piano modulare di nuove attivazioni – o meglio aperture – nei quattro ospedali Covid di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, in quelli paralleli come lo sono Alghero, Bosa, Isili, Ghilarza e Iglesias, nelle cliniche private Mater Olbia, Policlinico Sassarese e San Salvatore di Cagliari. Saranno proprio le segnalazioni degli esperti su questo o quell’emergenza a far scattare le singole parti del piano dei 40 giorni, presentato qualche giorno fa dall’assessorato alla sanità, fino ad arrivare a quel pontenziale di 848 posti letto negli ospedali pubblici e 132 nella sanità privata.
Chi c’è. Come scritto, il pool è formato solo da medici dipendenti dell’Ats, delle Aziende universitarie e del Brotzu. A cominciare dal direttore sanitario dell’Azienda unica, Giorgio Carboni, più Paolo Tecleme e Maurizio Marcias, che fanno parte dello staff. Poi per l’Aou di Sassari, Sergio Babudieri, malattie infettive, e Paolo Castiglia, ordinario d’igiene. Per il Brotzu, Giorgio La Nasa, ematologo, e Antonio Macciò, ginecologo oncologo. Per l’Azienda universitaria di Cagliari, Ferdinando Coghe, microbiologo, e Francesco Marongiu, ordinario di medicina interna. Del pool fa parte anche Marcello Acciaro, direttore sanitario dell’Areus, l’Azienda che si occupa delle emergenze-urgenze. Ancora: Peppino Paffi, anestesista, Roberto Perra, pneumologo, Francesco Ronchi, microbiologo, Sandro Piga, infettivologo, Aldo Caddori, dipartimento area medica del Santissima Trinità e Goffredo Angioni, direttore del reparto infettivi del Santissima Trinità, che subito dopo la conferenza stampa di presentazione del piano dei 40 giorni aveva replicato a Solinas: «Non è per nulla tutto sotto controllo come ho sentito dire».
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