«Consensi in calo ma gli ideali restano»
M5s a un bivio tra addii e alleanze. «Di Maio è un amico ma dico no alle correnti»
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SASSARI. M5s di fronte a un bivio, diviso tra la necessità di recuperare l’originale purezza e la necessità di condividere programmi, tessere o rinnovare alleanze su ideali condivisi. Scelte strategiche per disegnare il futuro del Movimento nato come forza rivoluzionaria e sulla spinta di ideali nobilissimi: il dialogo, la democrazia, l’uno che vale uno. «Questo resta e resterà per sempre. M5s ha portato un vento nuovo e benefici alla società italiana – dice Mario Puddu – pensiamo solo all’approvazione del reddito di cittadinanza: senza il Movimento non sarebbe mai diventato realtà lo strumento nato con l’obiettivo di combattere la povertà. Ricordo quando facevo il sindaco il senso di impotenza che provavo di fronte a un padre di famiglia, magari neanche più tanto giovane, che mi chiedeva una mano perché aveva perso il lavoro. Aiutare chi è in difficoltà non può essere considerato assistenzialismo, cercare di eliminare le diseguaglianze è un dovere della politica giusta». Puddu si dice fiero di questi risultati, ai quali ha contribuito in maniera importante durante la campagna elettorale delle Politiche del 2018: c’è lui dietro la scelta dei candidati nei collegi uninominali per Camera e Senato e fu un trionfo, eletti 9 su 9. Certo il vento era favorevole: al tempo si diceva che M5s avrebbe potuto candidare anche la prima persona trovata per strada e avrebbe vinto comunque. «Si, il generale apprezzamento nei confronti del Movimento ha influito. Ma di quelle candidature ero ed eravamo tutti contenti perché abbiamo messo in campo persone valide». Qualcuno non c’è più: il velista Andrea Mura, eletto nel collegio di Cagliari e dopo qualche mese finito nel mirino per le tante assenze alla Camera, ha dichiarato di non ritenere necessario “andare in Parlamento” perché la politica si può fare ovunque “e M5s quando mi ha candidato lo sapeva”». «Non è così, la politica si fa nei luoghi deputati e in mezzo alla gente – dice Mario Puddu – di Mura apprezzo comunque la scelta di farsi da parte, si è dimesso e ha concluso il suo percorso con rara coerenza». E Gianni Marilotti? Il senatore ha lasciato il Movimento da pochissimo, criticandone la gestione “protesa verso logiche interne”. Puddu è lapidario: «Però resta lì, nel Parlamento dove è stato eletto grazie al Movimento da cui prende le distanze». E Di Maio? «Ero e sono suo amico, ma non condivido il ragionamento sulle correnti. Ho grande stima e riconoscenza anche nei confronti di Alessandro (Di Battista ndr) e mi confronto anche con altri portavoce. Vorrei si trovasse la quadra tra queste posizioni e tornassimo a ragionare tutti assieme. Pensando solo ai cittadini». (si. sa.)
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