Il Sassarese guida la corsa al risparmio
Il nord dell’isola al terzo posto nella classifica nazionale. Cagliari agli ultimi. Ma per gli economisti non è un segnale positivo
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SASSARI. Sarà che tra lockdown e chiusure di bar, ristoranti e teatri le occasioni per mettere mano al portafoglio si sono ridotte drasticamente, sarà che la paura del domani spinge a mettere un po’ più di attenzione alle voce “spese”, fatto sta che da un anno a questa parte c’è un dato che va controtendenza rispetto a tutti gli altri: i depositi delle famiglie italiane sui conti correnti sono in crescita. Lo svela uno studio dell’Abi ripreso e approfondito dal Sole 24 ore. Secondo il quotidiano della Confidustria il Covid ha incrementato la propensione degli italiani, famiglie ma anche imprese, a risparmiare e a mettere liquidità sui conti bancari. Un fenomeno generalizzato in tutto il Paese che ha punte d’eccellenza in alcune città medio-piccole, soprattutto al centro e al sud d’Italia. Nel podio delle province “risparmiose” le prime tre posizioni sono occupate da Ragusa, Lucca e Sassari (+11,7% rispetto al 2019). Anche Nuoro occupa la parte alta della classifica (17esima) e si difende Oristano. Nel sud Sardegna e nell’area metropolitana di Cagliari sono più spendaccioni anche se in assoluto il deposito medio pro capite resta più alto a Cagliari (20mila euro). Oristano, Nuoro e Sassari viaggiano tra i 15.000 e i 15.500 euro a famiglia, il sud dell’isola supera a fatica i 13mila.
In assoluto, spiega “Il Sole”, nel solo mese di ottobre la liquidità privata è cresciuta di 32 miliardi. E la quantità di euro depositati in banca ha sfondato quota 1.700 miliardi, in aumento del 9,5 per cento rispetto a ottobre dell’anno scorso, con un incremento di 149 miliardi in un anno. Un fenomeno che tende a crescere e che, non a caso, coincide con la nuova impennata della pandemia e con la prospettiva di nuovi lockdown che riducono la domanda di beni e servizi.
Le famiglie risparmiano, per forza o per scelta, ma anche le imprese hanno dato un giro di vite alle spese lasciando i soldi sui conti correnti. Un bene? Probabilmente no secondo Bankitalia che avvisa che il fenomeno è destinato a proseguire nei prossimi mesi di pari passo con la proroga, prevista dalla legge di bilancio, delle garanzie pubbliche sui prestiti fino a giugno 2021. Di fatto è la paura a spingere imprese e privati a mettere sui conti parte dei risparmi, proprio per fare fronte a eventuali crisi di liquidità nei prossimi mesi legati ai nuovi lockdown.
L’aspetto positivo è che il volume raggiunto dai depositi bancari è quasi simile al debito pubblico del Paese e questo rafforza la tesi chi giudica tutto sommato sana la nostra economia e continua a comprare i titoli di Stato.
Finita l’emergeza, speriamo presto, le famiglie italiane si ritroveranno un po’ più ricche e questo potrebbe spingere i consumi e rendere più facile la ripartenza. Sassari, dall’altro del podio delle città più “risparmiose” d’Italia parte in pole.
In assoluto, spiega “Il Sole”, nel solo mese di ottobre la liquidità privata è cresciuta di 32 miliardi. E la quantità di euro depositati in banca ha sfondato quota 1.700 miliardi, in aumento del 9,5 per cento rispetto a ottobre dell’anno scorso, con un incremento di 149 miliardi in un anno. Un fenomeno che tende a crescere e che, non a caso, coincide con la nuova impennata della pandemia e con la prospettiva di nuovi lockdown che riducono la domanda di beni e servizi.
Le famiglie risparmiano, per forza o per scelta, ma anche le imprese hanno dato un giro di vite alle spese lasciando i soldi sui conti correnti. Un bene? Probabilmente no secondo Bankitalia che avvisa che il fenomeno è destinato a proseguire nei prossimi mesi di pari passo con la proroga, prevista dalla legge di bilancio, delle garanzie pubbliche sui prestiti fino a giugno 2021. Di fatto è la paura a spingere imprese e privati a mettere sui conti parte dei risparmi, proprio per fare fronte a eventuali crisi di liquidità nei prossimi mesi legati ai nuovi lockdown.
L’aspetto positivo è che il volume raggiunto dai depositi bancari è quasi simile al debito pubblico del Paese e questo rafforza la tesi chi giudica tutto sommato sana la nostra economia e continua a comprare i titoli di Stato.
Finita l’emergeza, speriamo presto, le famiglie italiane si ritroveranno un po’ più ricche e questo potrebbe spingere i consumi e rendere più facile la ripartenza. Sassari, dall’altro del podio delle città più “risparmiose” d’Italia parte in pole.
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