[EMPTYTAG]Trattativa per salvare il Natale Regioni al tavolo con il governo
[EMPTYTAG]Oggi la riunione con Boccia e Speranza. Il sistema dei 21 criteri non si tocca: il monitoraggio funziona La stretta nelle festività agita i governatori. [EMPTYTAG]Ma Cirio frena: «Nessuno immagini di fare come in estate»
3 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Lorenzo Attianese
<MC>ROMA
[TESTO]Proposte per la revisione della classificazione delle zone e misure variabili a seconda delle province, premiando quelle virtuose anche all'interno di regioni rosse o arancioni e chiudendo in anticipo quelle più a rischio. E c'è anche chi aumenta la stretta ora, per scongiurare le Feste natalizie in lockdown. È partita la mediazione tra l'esecutivo e i governatori, che puntano ad un graduale allentamento delle misure in vista del Natale: una data a ridosso della quale potrebbe essere previsto un Dpcm ad hoc. Sono ancora tanti i punti interrogativi in vista del vertice con i territori convocato per oggi dal ministro per le Autonomie Francesco Boccia, cui parteciperanno anche l'Iss e il ministro della Salute. La linea del Governo resta quella dell'ascolto, ma senza alcuna intenzione di modificare il sistema di monitoraggio. Lo stesso premier, Giuseppe Conte, è tornato sui 21 indicatori che determinano la classificazione in zone rosse, arancioni o gialle, chiarendo: «il sistema per parametri ci consente interventi mirati e di introdurre misure restrittive che siano limitate nel tempo e ben dosate sull'effettivo livello di rischio dei territori». I criteri non dovrebbero dunque subire modifiche, così come avevano chiesto gli stessi governatori. Il confronto ci sarà ma è lo stesso Boccia a spiegare che «non bisogna politicizzare i parametri perché sarebbe un errore renderli discrezionali senza il conforto della comunità scientifica». La mano tesa dell'Esecutivo potrebbe arrivare con un dialogo più aperto nella Cabina di regia per il monitoraggio dei dati che arrivano dai territori, cui partecipano tutte le componenti, esperti compresi. «Se in quella sede - aggiunge Boccia - dovesse venir fuori una valutazione scientifica che può consentire a un parametro di essere ponderato meglio o in maniera diversa, chiaramente la Cabina di regia può dare un contributo». Con il countdown in vista delle feste natalizie, non si può escludere che il Dpcm in scadenza il 3 dicembre possa essere prolungato per qualche altra settimana. Poi, potrebbe avvicendarsi un nuovo decreto ad hoc a ridosso del Natale. Tra le ipotesi - per non mortificare i consumi - ci sarebbe la possibilità di tenere i negozi per lo shopping aperti anche di sera tardi, per spalmare le entrate dei clienti e favorire comunque il commercio. Nel frattempo sul tavolo, tra le iniziative lanciate dalle Regioni c'è l'accelerazione dei tempi sulla revisione dell'assegnazione delle zone, in particolare per la promozione verso quelle meno restrittive (attualmente la forbice di tempo minimo è due settimane) e l'allentamento delle misure in quelle province che hanno dati più confortanti. C'è anche chi va in senso opposto anticipando chiusure per non rischiare di restare tra i bocciati a Natale. Il presidente della Puglia, Michele Emiliano, ha inviato una lettera al ministro Speranza per chiedere l'adozione di un provvedimento che inserisca esclusivamente i territori delle province di Foggia e di Bat, «in quanto caratterizzati da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto». Anche per il governatore lombardo, Attilio Fontana, «è meglio un po’ di cautela all'inizio che dover poi rincorrere una ripartenza della corsa del virus. Anche perché dobbiamo fare il Natale e dobbiamo farlo con una certa libertà. Noi abbiamo già iniziato una fase di leggero ma significativo miglioramento. Il nostro Rt è sceso in maniera sostanziale, tanto che in base ai numeri noi rientreremmo adesso in una zona arancione».
<MC>ROMA
[TESTO]Proposte per la revisione della classificazione delle zone e misure variabili a seconda delle province, premiando quelle virtuose anche all'interno di regioni rosse o arancioni e chiudendo in anticipo quelle più a rischio. E c'è anche chi aumenta la stretta ora, per scongiurare le Feste natalizie in lockdown. È partita la mediazione tra l'esecutivo e i governatori, che puntano ad un graduale allentamento delle misure in vista del Natale: una data a ridosso della quale potrebbe essere previsto un Dpcm ad hoc. Sono ancora tanti i punti interrogativi in vista del vertice con i territori convocato per oggi dal ministro per le Autonomie Francesco Boccia, cui parteciperanno anche l'Iss e il ministro della Salute. La linea del Governo resta quella dell'ascolto, ma senza alcuna intenzione di modificare il sistema di monitoraggio. Lo stesso premier, Giuseppe Conte, è tornato sui 21 indicatori che determinano la classificazione in zone rosse, arancioni o gialle, chiarendo: «il sistema per parametri ci consente interventi mirati e di introdurre misure restrittive che siano limitate nel tempo e ben dosate sull'effettivo livello di rischio dei territori». I criteri non dovrebbero dunque subire modifiche, così come avevano chiesto gli stessi governatori. Il confronto ci sarà ma è lo stesso Boccia a spiegare che «non bisogna politicizzare i parametri perché sarebbe un errore renderli discrezionali senza il conforto della comunità scientifica». La mano tesa dell'Esecutivo potrebbe arrivare con un dialogo più aperto nella Cabina di regia per il monitoraggio dei dati che arrivano dai territori, cui partecipano tutte le componenti, esperti compresi. «Se in quella sede - aggiunge Boccia - dovesse venir fuori una valutazione scientifica che può consentire a un parametro di essere ponderato meglio o in maniera diversa, chiaramente la Cabina di regia può dare un contributo». Con il countdown in vista delle feste natalizie, non si può escludere che il Dpcm in scadenza il 3 dicembre possa essere prolungato per qualche altra settimana. Poi, potrebbe avvicendarsi un nuovo decreto ad hoc a ridosso del Natale. Tra le ipotesi - per non mortificare i consumi - ci sarebbe la possibilità di tenere i negozi per lo shopping aperti anche di sera tardi, per spalmare le entrate dei clienti e favorire comunque il commercio. Nel frattempo sul tavolo, tra le iniziative lanciate dalle Regioni c'è l'accelerazione dei tempi sulla revisione dell'assegnazione delle zone, in particolare per la promozione verso quelle meno restrittive (attualmente la forbice di tempo minimo è due settimane) e l'allentamento delle misure in quelle province che hanno dati più confortanti. C'è anche chi va in senso opposto anticipando chiusure per non rischiare di restare tra i bocciati a Natale. Il presidente della Puglia, Michele Emiliano, ha inviato una lettera al ministro Speranza per chiedere l'adozione di un provvedimento che inserisca esclusivamente i territori delle province di Foggia e di Bat, «in quanto caratterizzati da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto». Anche per il governatore lombardo, Attilio Fontana, «è meglio un po’ di cautela all'inizio che dover poi rincorrere una ripartenza della corsa del virus. Anche perché dobbiamo fare il Natale e dobbiamo farlo con una certa libertà. Noi abbiamo già iniziato una fase di leggero ma significativo miglioramento. Il nostro Rt è sceso in maniera sostanziale, tanto che in base ai numeri noi rientreremmo adesso in una zona arancione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
![[EMPTYTAG]Trattativa per salvare il Natale Regioni al tavolo con il governo](https://api-sites-prd.saegroup.abinsula.com/api/media/image/contentid/policy:1.39561839:1654520208/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a)