Orientamento universitario, studenti a un bivio dopo il diploma: dai tutor una mano tesa verso il futuro

Come scegliere il percorso giusto: i consigli e i chiarimenti della squadra di docenti speciali delle Università di Sassari e Cagliari

Il segreto è immaginarsi tra qualche anno, con una laurea in tasca, magari anche una specializzazione, e un sorriso aperto a illuminare il viso: il motivo della gioia può sembrare banale ma non lo è affatto, è la felicità generata dal fare un lavoro che piace, il lavoro scelto e inseguito con passione e tenacia. È questo il primo compito dei tutor, professionisti della formazione che nelle Università di Sassari e Cagliari aiutano i ragazzi freschi di diploma a districarsi tra facoltà, corsi di laurea, piani di studio e offerte formative. Ma anche a dipanare dubbi, dare risposte alle incertezze e placare i timori. «Una delle cose che ripeto sempre è che una scelta dettata dalla paura è una scelta perdente. Se invece assecondi le tue inclinazioni allora studierai con passione e il percorso universitario ti lascerà un ricordo piacevole, fatto non solo di esami e lezioni ma di relazioni, di dialogo, di crescita. A me è andata così, forse anche per questo molti ragazzi riesco a convincerli». Lei è Valentina Favrin, tutor dell'Università di Cagliari nell'area studi umanistici: «Avevo un sogno, insegnare ai giovani a volare. L'ho realizzato, è quello che sto facendo». Come i suoi colleghi, lo fa online, attraverso video e chat: «Il Covid ha cambiato tutto, abbiamo rivoluzionato il nostro modo di approcciarci al tema orientamento. Prima andavamo nelle scuole, si organizzavano giornate informative per raccontare l'offerta dei corsi di laurea, ricordo che nei nostri uffici c'era sempre gente, si faceva la fila. Con il lockdown ci siamo reinventati per sostenere i ragazzi disorientati: anche quelli già iscritti, al secondo e terzo anno, hanno chiesto il nostro aiuto per orientarsi nella didattica online». Oggi Valentina viaggia alla media di 50 colloqui a settimana, tra telefonate e mail «ma nel periodo estivo, cruciale perché si fanno le scelte, arrivavo a 80 a settimana, colloqui individuali o gruppi ristretti. Lavoriamo con le video chiamate, guardarsi in faccia, anche se c'è uno schermo di mezzo, aiuta a superare la timidezza». E una volta che il ghiaccio si è sciolto, il tutor diventa "bersaglio" di decine di domande da parte di ragazzi e ragazze curiosi, passionali e pragmatici al tempo stesso: «Hanno le idee chiare - dice Maria Carboni, tutor dell'Università di Sassari - quasi tutti chiamano con un'idea di futuro già in mente».ncontinua a pagina 2>

Maria è tutor del Dissuf, dipartimento di storia, scienze dell'uomo e della formazione. Laureata in giurisprudenza, ha vissuto intensamente gli anni all’Università tra Erasmus in Spagna e varie attività extracurriculari. «Ai ragazzi dico di fare come me, li incoraggio a seguire corsi e fare esperienze, perché sono un arricchimento. Gli studenti che mi contattano sono motivati ma spaventati, perché a causa del Covid non hanno potuto completare le Superiori nel modo migliore e anche l’Università sarà diversa da come la immaginavano. Ma bisogna avere fiducia e approfittare di tutto ciò che si può fare per godersi al meglio questi anni di studio». Anche Maria si rapporta con i ragazzi su Skipe con colloqui quasi sempre individuali: già 200 le chiamate e le mail, «molte domande sugli sbocchi professionali di Comunicazione, Lettere e Scienze dell’educazione». Anche Lucia Pilota è laureata in giurisprudenza e fa la tutor all’Università di Cagliari, nella facoltà di Biologia e farmacia. «La prima chiacchierata è esplorativa, cerco di capire quali sono le predisposizioni per orientare meglio i ragazzi nella scelta. Possono contattarci a partire dalla terza superiore, ma sono più frequenti le chiamate degli studenti di quarta e di quinta. Chi si rivolge a me ha già in mente di seguire un percorso di tipo scientifico ma ancora non ha le idee chiare su quale sia il corso più adatto e rispondente alle sue esigenze e passioni. Mi chiedono: che cosa potrei fare da grande se mi iscrivo in questa facoltà? Nei loro visi leggo tanti dubbi e fame di risposte. Io li invito a consultare le guide on line per fare una prima scrematura e poi a ricontattarmi. A quel punto andiamo più sullo specifico, sui corsi che hanno individuato come più interessanti: spiego quali sono le attività, i tirocini, le esperienze che potranno confermare o modificare il percorso iniziale scelto». Ma le chiacchierate servono anche a dare spiegazioni tecniche: alle matricole sulle modalità di iscrizione a corsi e lezioni ma anche ai ragazzi già iscritti, alle prese con la didattica a distanza. «Dobbiamo spiegare come affrontare la vita universitaria in periodo Covid», dice Giorgio Guerra, tutor dei corsi di laurea in Medicina all’Università di Sassari. «Quasi tutto si fa online comprese le iscrizioni ai corsi a numero chiuso». La richiesta è alta e, a sorpresa, a video chiamare non sono solo studenti prossimi al diploma ma anche «persone più avanti con l’età, quarantenni che lavorano in ambito sanitario e vogliono prendere la laurea per soddisfazione personale o anche per ottenere un avanzamento di carriera: poi molti adulti si arrendono di fronte all’impossibilità di conciliare il lavoro con la frequenza alle lezioni obbligatoria». La domanda più frequente è «cosa studiare per superare i test». Positivo il bilancio: «Tra i contatti la percentuale di chi si iscrive è altissima – dice Giorgio – ha già il camice nella testa e nel cuore».

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