I laboratori di Porto Conte testano i farmaci anti Covid

Il centro di ricerca in campo insieme agli atenei sardi

SASSARI. Laboratori ad altissimo livello di biosicurezza, poi progetti collaborativi con gli atenei di Sassari e Cagliari per lo sviluppo di metodi diagnostici alternativi, ma anche la sinergia con un’importante azienda a capitale privato specializzata nella creazione di farmaci contro le infezioni virali e le malattie infiammatorie. La Sardegna scende in campo nella lotta contro il Covid-19 e lo fa attraverso la Porto Conte Ricerche, società partecipata dalla Regione – 33 dipendenti di cui 24 ricercatori – che ad Alghero gestisce la sede del Parco scientifico e tecnologico. Obiettivo dichiarato: trovare soluzioni che possano contrastare e non solo arginare gli effetti negativi del famigerato virus. La Regione ci crede al punto da aver investito, attraverso l’Agenzia Sardegna Ricerche, quasi un milione di euro, di cui 450mila sono la quota per due progetti Covid con titolarità Porto Conte Ricerche, altri 345mila per tre progetti delle università sarde e per i quali la quota della Pcr è di oltre 130mila euro. A questo proposito, ieri in videoconferenza sono stati illustrati i due laboratori Bsl3 (Biosafety level 3) di cui è dotata la Porto Conte Ricerche: si tratta di strutture ad accesso controllato, con porte interbloccate e con un sistema di ventilazione indipendente dagli altri ambienti del centro.

I progetti di ricerca che prevedono l’uso del virus “attivo” devono essere condotti in laboratori che possano contare su elevati standard di sicurezza. In sostanza, questi specialissimi luoghi sono indicati per installazioni di ricerche cliniche, diagnostiche e di produzione nelle quali si impiegano agenti di produzione locale o provenienti dall’esterno che sono in grado di causare patologie serie o potenzialmente letali. Sono compresi vari batteri, parassiti e virus che possono causare malattie serie o mortali negli umani. Va da sé che i progetti di ricerca che prevedano l’uso del virus “attivo” debbano essere condotti in laboratori che possano contare su elevati standard di sicurezza, come quelli Bsl3, appunto. Al momento la lotta al Covid condotta dalla Porto Conte Ricerche si sta concentrando sulla sperimentazione relativa a cocktail di farmaci che possano curare e contrastare l’azione patogena del virus. A portare avanti la battaglia nella sede di Tramariglio/Alghero è la società Virostatics, ieri rappresentata dal suo ceo Franco Lori. «Dobbiamo combinare i farmaci oggi a disposizione – spiega – perché crearne dei nuovi prenderebbe troppo tempo. Dobbiamo farlo prima in laboratorio, per poter testare rapidamente il maggior numero di combinazioni, e infine applicare sui pazienti quelle più promettenti. Lo abbiamo fatto contro l’Hiv e vogliamo tentare di rifarlo contro il Covid-19».

Parole che suonano come musica per le orecchie di Gavino Sini, amministratore unico della Porto Conte Ricerche: «La battaglia contro il Covid – dice – si deve giocare sia in difesa, con tutti i presìdi e le prescrizioni di distanziamento a cui giustamente ci stiamo conformando, sia in attacco, investendo su ricerca e innovazione con strumenti e progetti concreti, così come ci sta consentendo di fare il finanziamento messoci a disposizione dalla Regione Sardegna. Il laboratorio BSL 3 è uno di questi, che ci permette di ritagliarci uno spazio come centro attivo nella rete globale della ricerca per sconfiggere il virus e per evitare che continui a diffondersi».

Soddisfazione anche da parte di Maria Assunta Serra, commissario di Sardegna Ricerche, ossia il braccio operativo della Regione per la ricerca e il trasferimento tecnologico. «Porto Conte Ricerche – sottolinea – è una delle punte di diamante del parco scientifico e tecnologico. Abbiamo appoggiato le richieste della nostra società partecipata per un investimento immediato su strutture e progetti in grado di dare risposte nella battaglia contro questa tremenda pandemia».

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