La Nuova Sardegna

Primo turno senza quorum Domani si riparte da zero

di Giovanni Bua
Primo turno senza quorum Domani si riparte da zero

Per l’elezione servivano 349 voti: Mariotti si è fermato a 306, Deidda a 120

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SASSARI. Sfiora il colpo al primo turno, ma va corto di 43 voti Gavino Mariotti. Che ora dovrà misurarsi con una nuova tornata in programma domani. E, se nessuno raggiungerà la maggioranza assoluta, venerdì i due candidati più votati andranno al ballottaggio.

Questo il risultato della giornata elettorale per la nomina del rettore dell’università di Sassari fino al prossimo 2026, andata in scena ieri (rigorosamente on line) dalle 9 alle 19. E conclusa alle 19.45 con lo spoglio, trasmesso in diretta streaming nel sito dell’Uniss, a cura del presidente della commissione elettorale Andrea Montella.

A guidare la pattuglia dei cinque candidati dunque l’ordinario di Geografia economica ed ex direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche con 306 voti. Secondo classificato Luca Deidda, ordinario di Economia Politica ed ex prorettore, con 120 voti. Che ha battuto di appena due incollature Giampaolo Demuro, ordinario di Diritto penale ed ex direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, che ha preso 118 voti. Quarto Roberto Furesi, ordinario di Economia ed estimo rurale e delegato rettorale per il sistema bibliotecario, con 77 voti. A chiudere la cinquina di candidati Plinio Innocenzi, ordinario di Scienze e tecnologia dei materiali, che ha messo in carniere 56 voti.

Altissime le percentuali dei votanti, soprattutto tra i docenti. Dato assolutamente prevedibile vista la vibrante, e lunghissima, campagna elettorale che ha visto impegnati i cinque concorrenti che, nonostante un certo fair play durante i confronti faccia a faccia dell’ultimo periodo, non hanno risparmiato nei lunghi mesi pre elettorali qualche colpo sotto la cintura. Ma, a fare schizzare il numero dei partecipanti, è stata sicuramente anche la modalità di voto completamente telematica, scelta (nonostante non sia presente in Statuto) per l’emergenza Covid.

Il corpo elettorale era di oltre mille tra docenti, rappresentanti degli studenti e personale tecnico amministrativo e bibliotecario. Tra i docenti hanno votato in 605 su 613 (il 98,69%), tra i tecnici-amministrativi 450 su 504 (l’89,29 per cento) e tra gli studenti 83 su 92 (il 90,22)

«Sono soddisfatto perché la modalità del voto telematico, da alcuni criticata, si è rivelata efficace e ha consentito a un’alta percentuale dell’elettorato attivo di esercitare il proprio diritto di voto – ha commentato il rettore Massimo Carpinelli –. Un’affluenza così alta, che ha sfiorato la totalità dei votanti, non era mai stata registrata prima».

Ora si riparte da zero. E dare calcoli non è affatto facile. Il meccanismo di voto infatti è piuttosto complesso, e gli elettori coinvolti non hanno tutti lo stesso peso. Se ogni docente “pesa uno”, il voto degli amministrativi è ponderato e vale il dieci per cento dei docenti aventi diritto al voto. Altri i calcoli da fare per gli studenti e per i rappresentanti del senato accademico e del cda (in quel caso anche il voto dei tecnici vale uno). Un rompicapo insomma all’interno del quale è difficile “muovere le truppe”, a meno che a spostarsi non siano i “pesantissimi” docenti.

Nelle elezioni del 2014 i candidati al primo turno erano 5 come in questo caso. E si andò al ballottaggio: Massimo Carpinelli la spuntò su Eraldo Sanna Passino per 387 voti a 355.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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