Nasce “Cor.Sa.” la centrale regionale antivirus della Sardegna
Con 6 mesi di ritardo anche l’isola si dota di un organismo che ha il compito di coordinare l’emergenza
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CAGLIARI. La sigla è «Cor.Sa» e sta per Centrale operativa regionale per la gestione dell’emergenza. Ma certo la Regione non s’è messa a correre per costituire un organismo essenziale – scriveva a maggio il Governo – con il compito di «coordinare le azioni sanitarie e sociosanitarie territoriali». Altro che «Cor.Sa». Solo pochi giorni fa, il 18 novembre, la Giunta ha dato mandato al direttore generale dell’assessorato alla sanità di «costituire la Centrale». Fatti un po’ di calcoli, la Giunta ha impiegato sei mesi esatti – il decreto legge è del 18 maggio – per mettere in piedi una struttura incaricata sin dall’inizio di «fornire indicazioni operative in ogni fase della pandemia». Perché c’è stato tanto ritardo? Una risposta ufficiale non esiste ma forse potrebbe essere questa: «Eravamo impegnati sul campo». Sta di fatto che la Centrale in gran parte è ancora da nominare e serviranno altri giorni per completare lo staff. Addirittura i tempi potrebbero essere persino più lunghi: la Centrale ha bisogno di personale, ma non lo avrà fino a quando non sarà trasferito dalle diverse Aziende sanitarie, dove gli organici non sono certo in esubero.
I compiti. Appena sarà operativa la Centrale dovrà caricarsi sulle spalle un bel po’ di missioni fondamentali – sottolinea il Governo – per far fronte alla pandemia. A cominciare dal «censimento dei tamponi, avendo sempre il quadro esatto delle giacenze, comprese le scorte di reagenti, poi del numero di richieste e dello smistamento verso i Servizi di igiene e sanità, che continueranno a gestire i test molecolari». Ancora: insieme alle Centrali del Nord e Sud Sardegna, che invece sono operative sin dalla prima ondata, dovrà «garantire la rete capillare delle Usca, le unità territoriali di assistenza, indispensabili per intercettare i casi positivi ancor prima del ricovero dei pazienti in ospedale». Un altro compito della Centrale sarà quello di «avere il quadro giornaliero reale dei posti letto disponibili in terapia intensiva e non intensiva negli ospedali Covid e nelle altre strutture pubbliche o private convenzionate». Infine dovrà occuparsi degli hotel Covid dove dovranno essere trasferiti i pazienti non gravi e delle «dimissioni dagli ospedali degli ex casi positivi dichiarati guariti».
Il dubbio. Chi ha coordinato finora tutto questo pacchetto in assenza della Centrale regionale? Non esistendo, neanche in questo caso, un risposta ufficiale, la più probabile potrebbe essere: per mesi è stato gestito in parallelo dalla direzione generale dell’assessorato alla sanità e dall’Ats-Ares commissariata. Però, in queste ultime settimane, a prendere in mano la situazione è stata sopratutto l’Azienda unica. Ma ora, seppure solo da pochi giorni, finalmente ha preso forma anche la Centrale. Nascerà, prima o poi, un conflitto fra la «Cor.Sa» e l’Ats-Ares, che a sua volta ha un team di esperti? Chissà. (ua)
I compiti. Appena sarà operativa la Centrale dovrà caricarsi sulle spalle un bel po’ di missioni fondamentali – sottolinea il Governo – per far fronte alla pandemia. A cominciare dal «censimento dei tamponi, avendo sempre il quadro esatto delle giacenze, comprese le scorte di reagenti, poi del numero di richieste e dello smistamento verso i Servizi di igiene e sanità, che continueranno a gestire i test molecolari». Ancora: insieme alle Centrali del Nord e Sud Sardegna, che invece sono operative sin dalla prima ondata, dovrà «garantire la rete capillare delle Usca, le unità territoriali di assistenza, indispensabili per intercettare i casi positivi ancor prima del ricovero dei pazienti in ospedale». Un altro compito della Centrale sarà quello di «avere il quadro giornaliero reale dei posti letto disponibili in terapia intensiva e non intensiva negli ospedali Covid e nelle altre strutture pubbliche o private convenzionate». Infine dovrà occuparsi degli hotel Covid dove dovranno essere trasferiti i pazienti non gravi e delle «dimissioni dagli ospedali degli ex casi positivi dichiarati guariti».
Il dubbio. Chi ha coordinato finora tutto questo pacchetto in assenza della Centrale regionale? Non esistendo, neanche in questo caso, un risposta ufficiale, la più probabile potrebbe essere: per mesi è stato gestito in parallelo dalla direzione generale dell’assessorato alla sanità e dall’Ats-Ares commissariata. Però, in queste ultime settimane, a prendere in mano la situazione è stata sopratutto l’Azienda unica. Ma ora, seppure solo da pochi giorni, finalmente ha preso forma anche la Centrale. Nascerà, prima o poi, un conflitto fra la «Cor.Sa» e l’Ats-Ares, che a sua volta ha un team di esperti? Chissà. (ua)
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