Inchiesta chiusa per 9 indagati
Bruciava i mezzi dei suoi concorrenti
Cagliari, impresario accusato di danneggiamento ed estorsione
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CAGLIARI. Il mercato e il confronto tra i prezzi: fanno parte del gioco economico, ma per Davide Rubino (51 anni), imprenditore di Selargius, erano un ostacolo ai suoi affari. Così, stando alle accuse della Procura cagliaritana, aveva escogitato un metodo per prevenire la concorrenza: ingaggiata una pattuglia di giovani, quasi tutti di etnia Rom, li pagava perché incendiassero i mezzi delle altre imprese, autocarri e gru, per subentrare nei contratti già sottoscritti o accaparrarsi i lavori vacanti. Il sistema ha funzionato dal 2017 in poi, Rubino ha dovuto fermarsi lo scorso 24 febbraio, quando gli uomini del Nucleo investigativo del Corpo Forestale al comando del commissario Ugo Calledda l’hanno arrestato con l’accusa di concorso in estorsione aggravata e continuata seguita da danneggiamento. Ieri il pm Andrea Vacca ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini ai nove indagati, confermando l’impianto accusatorio che ha condotto Rubino - difeso da Francesco Marongiu e Rita Dedola - in carcere. (m.l)
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