La curva non cresce più: nuovi casi dal 23 al 19%
di Roberto Petretto
Si stabilizza l’andamento del contagio nell’Isola, ma i numeri sono ancora alti Sfondato il muro dei 20mila positivi. Ieri altre cinque vittime e 196 guarigioni
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SASSARI. Terapie intensive sempre in sofferenza, anche se nell’ultimo giorno il congestionamento è un po’ diminuito, numero di contagi ancora alto e quotidiana conta delle vittime. Ma c’è un segnale positivo e incoraggainte, se si guardano i dati di questo mese di novembre per molti versi tragico: l’andamento della pandemia in Sardegna sembra essersi stabilizzato. Non si può ancora parlare di un calo deciso, ma la tendenza è chiara. Il grafico pubblicato dal ministero della salute mostra come la diffusione del virus sia andata crescendo dopo l’estate, raggiungendo un picco più o meno a metà di questo mese, ma poi trovando una traccia più stabile, pur su livelli abbastanza alti nella parte finale del mese.
Buone notizie anche dall’analisi della Fondazione Gimbe: l’incremento percentuale dei nuovi positivi scende al 23,1% al 19,8% (dato riferito alla settimana dal 18 al 24 novembre). Sale, invece, il rapporto positivi-casi testati che si attesta sul 15,1% in aumento rispetto al 13,8% della precedente rilevazione.
La situazione migliorerà nelle prossime settimane? Secondo il fisico Roberto Battiston, dell’Università di Trento, in Italia la curva dell’epidemia di Covid-19 ha raggiunto il picco e sta cominciando a scendere, ma ora «è fondamentale accompagnare la decrescita, che richiederà la massima cautela e molto tempo, almeno un paio di mesi».
Probabilmente le misure restrittive imposte a livello nazionale dal Governo e su scala locale da molti sindaci stanno cominciando a produrre effetti. Per vedere un minimo di luce bisogna guardare nel complesso e in prospettiva, perché se ci si basa sui dati giornalieri c’è ancora poco da gioire. Anche ieri il livello dei contagi è stato oltre quota 400, con 5 decessi. Deve far pensare che gran parte dei 405 nuovi casi non è venuto da attività di tracciamento, ma da conferme di sospetti su persone che manifestavano sintomi: ben 251. Il totale dei contagi nell’isola dall’inizio dell’emergenza ha sfondato quota ventimila (20.044).
Si contano altre 5 vittime (418 in tutto): quattro uomini in età compresa fra i 66 e i 76 anni, residenti nelle province di Sassari, Sud Sardegna, Oristano e nella Città Metropolitana di Cagliari, e una donna di 87 anni residente nella provincia di Sassari. Aumenta il numero dei ricoverati in reparti non intensivi ( 535 in tutto, più 20) e diminuiscono quelli in terapia intensiva (73, tre in meno).
Le persone in isolamento domiciliare sono 12.363. In totale sono stati eseguiti 359.592 tamponi con un incremento di 3.037 test. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 6.585 (+126) pazienti guariti, più altri 70 guariti clinicamente.
Buone notizie anche dall’analisi della Fondazione Gimbe: l’incremento percentuale dei nuovi positivi scende al 23,1% al 19,8% (dato riferito alla settimana dal 18 al 24 novembre). Sale, invece, il rapporto positivi-casi testati che si attesta sul 15,1% in aumento rispetto al 13,8% della precedente rilevazione.
La situazione migliorerà nelle prossime settimane? Secondo il fisico Roberto Battiston, dell’Università di Trento, in Italia la curva dell’epidemia di Covid-19 ha raggiunto il picco e sta cominciando a scendere, ma ora «è fondamentale accompagnare la decrescita, che richiederà la massima cautela e molto tempo, almeno un paio di mesi».
Probabilmente le misure restrittive imposte a livello nazionale dal Governo e su scala locale da molti sindaci stanno cominciando a produrre effetti. Per vedere un minimo di luce bisogna guardare nel complesso e in prospettiva, perché se ci si basa sui dati giornalieri c’è ancora poco da gioire. Anche ieri il livello dei contagi è stato oltre quota 400, con 5 decessi. Deve far pensare che gran parte dei 405 nuovi casi non è venuto da attività di tracciamento, ma da conferme di sospetti su persone che manifestavano sintomi: ben 251. Il totale dei contagi nell’isola dall’inizio dell’emergenza ha sfondato quota ventimila (20.044).
Si contano altre 5 vittime (418 in tutto): quattro uomini in età compresa fra i 66 e i 76 anni, residenti nelle province di Sassari, Sud Sardegna, Oristano e nella Città Metropolitana di Cagliari, e una donna di 87 anni residente nella provincia di Sassari. Aumenta il numero dei ricoverati in reparti non intensivi ( 535 in tutto, più 20) e diminuiscono quelli in terapia intensiva (73, tre in meno).
Le persone in isolamento domiciliare sono 12.363. In totale sono stati eseguiti 359.592 tamponi con un incremento di 3.037 test. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 6.585 (+126) pazienti guariti, più altri 70 guariti clinicamente.
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