La Nuova Sardegna

La Sardegna è in affanno ammortizzatori in crescita

di Antonello Palmas
La Sardegna è in affanno ammortizzatori in crescita

Sono 44mila i nuclei familiari che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza E adesso l’istituto è alle prese con il surplus di lavoro legato alla pandemia

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SASSARI. Dalla presentazione del bilancio sociale 2019 dell’Inps emerge il quadro a tinte fosche sulla situazione dell’isola. A dimostrarlo ad esempio il ricorso massiccio alla misura del reddito di cittadinanza, che ha interessato 44mila nuclei familiari sardi per un totale di oltre 93mila persone. Ma anche la crescita degli ammortizzatori sociali e la diminuzione del numero dei lavoratori autonomi, E tutto ciò prima dell’avvento della pandemia, che ha moltiplicato a dismisura il disagio economico.

«L’anno passato – spiega il direttore della sede regionale dell’Inps Alessandro Tombolini – ha visto un aumento degli assicurati (544.164, +1,7%) ascrivibile soprattutto alla crescita dei lavoratori dipendenti: erano 413.327, aumentati di 10.739 (+2,7%), soprattutto nel settore privato (+9.2), e hanno compensato la flessione dei lavoratori autonomi, diminuiti di 1.688 unità, rispetto ai 118.341 del 2018 (-1,4%). Calo in particolare tra gli esercenti di attività commerciali, -834 unità, da 54.337 a 53.503».

«Il 2019 – spiega Tombolini – è stato anche l’anno del debutto di due misure come quota 100 (che ha riguardato 5886 pensionati) e reddito di cittadinanza, con un importo medio di 470 euro (media nazionale 493)». Il direttore sottolinea la crescita degli assicurati e quella forte (+58%) delle autorizzazioni di ore in cassa integrazione, soprattutto per la cassa integrazione straordinaria, lo strumento più usato nelle crisi strutturali dell’industria. «Abbiamo avuto un aumento delle Naspi: presentate 90.217 domande, di cuii 82.988 accolte, pari al 90,1%, e per questa misura il tempo medio di attivazione dei pagamenti è stato di 17 giorni (il 75% entro 15), meglio del 2018 quando la media era di 24 giorni. Tra cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, sono state autorizzate 3 milioni di ore». E Tombolini segnala una maggiore efficienza anche nella liquidazione dell’invalidità civile.

Il 2020 e la pandemia hanno portato «sfide che stiamo raccogliendo – dice il direttore della sede sarda – riguardando soprattutto all’integrazione salariale, mediante cassa integrazione, estremamente utilizzati: agli inizi di novembre eravamo arrivati a oltre 57mila autorizzazioni, con un gettito di ore importante» dice Tombolini. Altra sfida importante: «Durante il periodo del lockdown e anche ora gran parte del personale lavora in smart working, ma il contraccolpo non è stato particolarmente avvertito, perché il nostro istituto è molto informatizzato e consente la lavorazione di un gran numero di prodotti in via telematica. Più difficoltà con pratiche che necessitano di un contributo cartaceo, come le pensioni della gestione pubblica». Cresciuto anche l’utilizzo dell’appuntamento per i colloqui con lo sportello, che prima era un’opzione e ora una necessità.

Il presidente del comitato regionale dell’Inps, Piero Agus, che rappresenta le parti sociali, ritiene che «le istituzioni dovrebbero fare tesoro di un patrimonio di dati preziosi come quelli forniti nel bilancio sociale Inps, nel momento in cui decidono le politiche, invece lo sottovalutano. Eppure non si tratta di opinioni o sondaggi, ma di numeri veri». E sottolinea come la presenza di criticità a livello di personale nel 2019 vada considerata alla luce dell’impressionante aumento del carico di lavoro legato alla pandemia sulle spalle degli stessi dipendenti Inps già oberati. Da non dimenticare poi che se l’Inps ha risposto molto bene sugli ammortizzatori sociali, è stato inevitabile il rallentamento in altri settori ordinari, specie sulle pensioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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