Sos da due piccole realtà sarde
Un appello dal mondo del circo: «Rischiamo di non ripartire più»
CAGLIARI. Anche i circhi sono fermi per il coronavirus, e gli artisti non sanno più cosa fare. In Italia sono circa 90 le realtà presenti sul territorio che danno lavoro a quasi 5.000 persone. Ma...
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CAGLIARI. Anche i circhi sono fermi per il coronavirus, e gli artisti non sanno più cosa fare. In Italia sono circa 90 le realtà presenti sul territorio che danno lavoro a quasi 5.000 persone. Ma alcune piccole raltà sono attive - o meglio lo erano fino all’arrivo della pandemia - anche in Sardegma. E dall’isola parte il grido d’allarme. «I fondi Fus – spiega Eusanio Martino, titolare di un circo molto attivo prima del lockdown nel cagliaritano – sono stati ripartiti a pochissimi complessi circensi e le altre imprese del settore se non dovessero ripartire in tempio strettissimi, rischierebbero la chiusura definitiva».
Martino lancia il suo appello: «Siamo allo stremo, le istituzioni al momento non sono ancora venute in nostro aiuto e le nostre riserve sono al limite, le spese incombono dalla manutenzione dei mezzi, alle spese di routine dalla piazza alla luce, ma noi siamo anche garanti per i nostri animali che custodiamo e assistiamo. Siamo due complessi circensi, i Martino e i Bellucci, senza alcun incasso. Così non riusciremo a salvare la nostra attività, senza alcun sostegno statale». L'idea di Martino è quella di creare un'associazione per tutelare i diritti dell'imprenditoria circense e dar voce alla maggior parte delle realtà alle prese con questa situazione.
Martino lancia il suo appello: «Siamo allo stremo, le istituzioni al momento non sono ancora venute in nostro aiuto e le nostre riserve sono al limite, le spese incombono dalla manutenzione dei mezzi, alle spese di routine dalla piazza alla luce, ma noi siamo anche garanti per i nostri animali che custodiamo e assistiamo. Siamo due complessi circensi, i Martino e i Bellucci, senza alcun incasso. Così non riusciremo a salvare la nostra attività, senza alcun sostegno statale». L'idea di Martino è quella di creare un'associazione per tutelare i diritti dell'imprenditoria circense e dar voce alla maggior parte delle realtà alle prese con questa situazione.
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