Devastazione a Bitti tre morti nel fango
di Simonetta Selloni
Bilancio tragico nel Nuorese: non è stato trovato il corpo di una delle vittime In 24 ore 320 millimetri di pioggia: l’acqua entrava dalle finestre al 3° piano
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BITTI. Come se Bitti fosse finita sotto attacco terroristico. Una bomba d’acqua, le stesse condizioni meteo del 2004 a Villagrande Strisaili, del 2013 con il ciclone Cleopatra, del 2014 a Capoterra. Bitti è finita sotto un fiume di acqua e di macerie. Ieri come allora, c’è un tributo pesantissimo di vite umane: tre morti. Tecnicamente sono due, un allevatore di 55 anni, Giuseppe Mannu, travolto dalla furia delle acque nel suo pickup mentre cercava di tornare a casa; Giuseppe Peppineddu Carzedda, 90 anni, annegato nella sua casa. E una dispersa: Lia Orunesu, 89 anni: i suoi vicini l’hanno però vista «mentre precipitava», zero speranze di ritrovarla in vita. Per fare un paragone con il 2013, quando Bitti pianse la morte dell’allevatore Giovanni Farre, questa volta la portata dell’evento è almeno quattro volte superiore. In 24 ore, sul paese si sono rovesciati 320 millimetri d’acqua: una quantità impressionante. E nulla, nemmeno l’allerta meteo diramata dalla Protezione civile già due giorni fa, e subito diffusa dal sindaco Giuseppe Ciccolini con tutte le raccomandazioni ai concittadini, nulla ha potuto fermare il fiume d’acqua, tronchi, massi, detriti. Il cuore della cittadina che si snoda attorno a piazza Asproni è letteralmente sommerso dalle macerie. Almeno quaranta le persone sfollate, il piano campagna sollevato di metri fino a lambire i tetti e le plafoniere dei lampioni. Case, esercizi commerciali, uffici – compreso il Comune in via Cavallotti – sono diventati inagibili. L’acqua e il fango sono arrivati a quattro metri di altezza, sono entrati nelle case attraverso le finestre anche del secondo e terzo piano, hanno travolto nella loro corsa centinaia di automobili. Danni incalcolabili alle aziende a valle. Ieri sera la Giunta regionale ha dichiarato lo Stato di emergenza, stamattina alle 10 il presidente della Regione Christian Solinas sarà a Bitti con il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli e con il direttore generale della Protezione civile isolana, Antonio Belloi.
Bitti è rimasta a lungo isolata: la vecchia 389 chiusa per una frana, la Bitti-Sologo impraticabile. Mentre dal cielo scendeva l’impossibile, e l’impossibile sommergeva il paese, si sono interrotte le comunicazioni, è saltata la luce e la rete idrica. In serata Su Bitti si è rovesciata l’acqua e i detriti arrivati da due punti nevralgici: dal canale di Lampione, a sud, l’acqua è scesa fino a piazza Asproni per poi invadere piazza Asproni, correre per la via Brigata Sassari che attraversa tutto il paese; da nord-ovest, via Brescia – dove nel 2013 era sprofondato un mezzo dei Vigili del fuoco –, due flussi che si sono incontrati e hanno allagato tutta la parte bassa.
In soccorso di Bitti si è mossa immediatamente la colonna mobile della Protezione civile, coordinata dalla Direzione generale. Le squadre di Forestas, le prime ad arrivare nel paese, quindi Vigili del fuoco, forestale. «Abbiamo risposto prontamente, si sta lavorando senza sosta. La priorità è preservare le persone, e mantenere la guardia alta perché l’emergenza meteo non è ancora finita», ha sottolineato il direttore generale della Protezione civile regionale Antonio Belloi. «Si lavora con le i mezzi meccanici, domani (oggi per chi legge ndr) tutte le terne disponibili in zona saranno utilizzate per liberare il paese dalle macerie». Il presidente della giunta regionale Solinas è nella sede della Protezione civile per seguire di persona l’emergenza. A Bitti in serata sono arrivati anche alcuni mezzi terra del 5° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Sassari, come ha reso noto il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi. Su Bitti sono mobilitate le forze dell’ordine, mentre la Polizia stradale, coordinata dal comandante provinciale Leo Testa, sta lavorando sulle strade di accesso per la viabilità. Sono decine e decine i volontari, privati cittadini e associazioni, scesi in strada per aiutare, come possibile, il paese a rialzarsi, incessantemente, nella giornata più lunga che Bitti ricordi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Bitti è rimasta a lungo isolata: la vecchia 389 chiusa per una frana, la Bitti-Sologo impraticabile. Mentre dal cielo scendeva l’impossibile, e l’impossibile sommergeva il paese, si sono interrotte le comunicazioni, è saltata la luce e la rete idrica. In serata Su Bitti si è rovesciata l’acqua e i detriti arrivati da due punti nevralgici: dal canale di Lampione, a sud, l’acqua è scesa fino a piazza Asproni per poi invadere piazza Asproni, correre per la via Brigata Sassari che attraversa tutto il paese; da nord-ovest, via Brescia – dove nel 2013 era sprofondato un mezzo dei Vigili del fuoco –, due flussi che si sono incontrati e hanno allagato tutta la parte bassa.
In soccorso di Bitti si è mossa immediatamente la colonna mobile della Protezione civile, coordinata dalla Direzione generale. Le squadre di Forestas, le prime ad arrivare nel paese, quindi Vigili del fuoco, forestale. «Abbiamo risposto prontamente, si sta lavorando senza sosta. La priorità è preservare le persone, e mantenere la guardia alta perché l’emergenza meteo non è ancora finita», ha sottolineato il direttore generale della Protezione civile regionale Antonio Belloi. «Si lavora con le i mezzi meccanici, domani (oggi per chi legge ndr) tutte le terne disponibili in zona saranno utilizzate per liberare il paese dalle macerie». Il presidente della giunta regionale Solinas è nella sede della Protezione civile per seguire di persona l’emergenza. A Bitti in serata sono arrivati anche alcuni mezzi terra del 5° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Sassari, come ha reso noto il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi. Su Bitti sono mobilitate le forze dell’ordine, mentre la Polizia stradale, coordinata dal comandante provinciale Leo Testa, sta lavorando sulle strade di accesso per la viabilità. Sono decine e decine i volontari, privati cittadini e associazioni, scesi in strada per aiutare, come possibile, il paese a rialzarsi, incessantemente, nella giornata più lunga che Bitti ricordi.
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