Il Cedrino fa paura Sfollate 300 persone

In Baronia Galtellì, Orosei e Onifai hanno vissuto una giornata difficile Poi in serata la perturbazione si è spostata a nord e l’allarme è rientrato

GALTELLì. Centocinquanta famiglie evacuate da Galtellì, quattro – per un totale di quindici persone – fatte spostare dalle loro case a Orosei, e altre quattro dalle zone più a rischio di Onifai. Nel complesso, lungo tutta la giornata di ieri, nei paesi della valle del Cedrino per precauzione sono stati sfollati più di trecento residenti. Bloccate al traffico tutte le strade di campagna, gli accessi agli ovili e alle aziende agricole, off limits anche diverse strade provinciali di collegamento tra i paesi della piana. Nella tarda serata di ieri, su disposizione dei due sindaci, chiusa al traffico anche la strada statale 129, nel tratto che collega Galtellì a Orosei.

La Baronia ha reagito compatta e sin dalle prime luci dell’alba, dunque, all’eccezionale ondata di maltempo e di pioggia battente da allerta rossa che ha evocato i ricordi tragici dell’alluvione Cleopatra, di sette anni fa. E per tutta la mattina e fino al tardo pomeriggio, tra un tam tam di telefonate, messaggi, e comunicazioni a singhiozzo per i ponti radio saltati, ha atteso con il fiato sospeso l’arrivo dell’ondata di piena della diga di Preda ’e Othoni attesa intorno alle 18 e poi invece rivelatasi meno imponente del previsto per lo spostamento della perturbazione verso il nord dell’isola.

«L’allerta resta alta, ma abbiamo notizie confortanti dalla diga con la quale siamo in contatto costante – dice nel primo pomeriggio il sindaco di Galtellì, Giovanni Santo Porcu – a Preda ’e Othoni sta entrando meno acqua rispetto a quella prevista. Siamo a 115 metri cubi al secondo in entrata, e 345 in uscita. I numeri, insomma, per ora sono confortanti. E ringraziamo anche i lavori che abbiamo fatto in paese dopo l’alluvione Cleopatra, del 2013: i due chilometri di cintura di terra battuta che circondano le case di Galtellì a mezza luna hanno resistito e hanno protetto le nostre case». E mentre Bitti faceva i conti con la tragedia e raccoglieva la solidarietà dei paesi vicini, dopo Galtellì anche Orosei nel primo pomeriggio tracciava un primo bilancio tutto sommato positivo della prima risposta del paese all’emergenza pioggia. «L’ondata di piena del rio Sologo è riuscita a defluire verso il mare e a non fare danni – spiega il sindaco di Orosei, Nino Canzano – ma la vera sfida ora è l’arrivo dell’ondata della diga di Pedra ’e Othoni. Abbiamo fatto evacuare quattro famiglie che vivono nella golena del fiume. Hanno trovato sistemazione dai loro parenti, mentre un’altra famiglia l’abbiamo sistemata noi in un hotel. Poi abbiamo chiuso tutte le strade».

«Abbiamo evacuato le zone del paese più a rischio – spiega il sindaco Luca Monne, fresco di insediamento dopo l’ultima tornata elettorale – e disposto lo spostamento di quattro famiglie. Ma per ora la situazione è sotto controllo e speriamo che prosegua così anche nelle prossime ore». «Qui a Loculi abbiamo interdetto al traffico la bretella per Galtellì ed emesso diverse ordinanze di chiusura di altre strade», spiega il sindaco del paese, Alessandro Luche.

«Stiamo predisponendo la chiusura delle strade adiacenti il fiume Cedrino e il rio Santa Maria – scriveva ieri sera il sindaco di Irgoli, Ignazio Porcu, sulla pagina Facebook del Comune – e raccomandiamo ai pastori presenti in quelle zone di mettere in sicurezza le greggi e di spostarsi immediatamente. Massima attenzione anche nelle altre zone del territorio comunale». Intorno alle 18.30, poi, nei paesi della vallata del Cedrino la piena della diga arriva anche in pianura ma per fortuna non è quella che tanti temevano. «La perturbazione si è spostata verso nord» precisa il sindaco di Galtellì, Giovanni Santo Porcu.

«In ogni caso, per precauzione, per un eventuale rischio di esondazione del Cedrino, insieme al collega di Orosei abbiamo disposto la chiusura della statale 129 nel tratto che collega i nostri paese», spiega il primo cittadino di Orosei, Nino Canzano. I paesi della piana resistono, insomma. La lezione dell’alluvione Cleopatra del 2013, evidentemente, è servita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes