La Nuova Sardegna

Il Consiglio parla con una sola voce: unanimità sugli aiuti

di Umberto Aime
Il Consiglio parla con una sola voce: unanimità sugli aiuti

Dall’assemblea regionale l’ok a 40 milioni in due anni I primi 10 a imprese e privati, altrettanti all’agricoltura

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CAGLIARI. Venti milioni subito, altri venti l’anno prossimo. Eccolo, è legge, il pacchetto di pronto intervento a tre giorni dal ciclone. Con un emendamento, la Giunta l’ha inserito nella Manovra di bilancio, quella da 473 milioni. All’unanimità è stato approvato dal Consiglio regionale, che poco prima aveva tributato un minuto di silenzio per le vittime di Bitti. «Siamo pronti a intervenire per far fronte ai primi danni quantificati in questi giorni drammatici», ha detto in aula il governatore Christian Solinas. L’assessore all’ambiente, Gianni Lampis, ha aggiunto: «Nessuno sarà lasciato solo soprattutto all’indomani di un disastro che ha messo in ginocchio gran parte della Sardegna e soprattutto i Comuni del Nuorese». Poi la parola è passata all’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino: «Faremo di tutto perché questi contributi arrivino ai Comuni, alle persone e alle imprese il più in fretta possibile senza che la burocrazia si metta di traverso come invece è accaduto in passato». Le procedure della Regione saranno veloci e semplici, è stato l’annuncio finale della Giunta.

Doppio contributo. Il pacchetto da 20 milioni quest’anno, più altri 20 nel 2021, è stato diviso in due capitoli di spesa. Il primo da 10 milioni sarà da subito nella piena disponibilità della Protezione civile e servirà – testuale – a risarcire «i danni subiti da soggetti privati e imprese per un ritorno alle condizioni normali di vita». Sarà un contributo a fondo perduto, ad esempio, per la casa e i mobili travolti dalla piena, e nel caso delle aziende anche degli impianti, oltre che dei capannoni. L’aver dichiarato, a poche ore dall’alluvione, lo stato d’emergenza – come ha deciso sabato della Giunta – dovrebbe permettere alla Protezione civile di «utilizzare i fondi in tempi molto brevi attraverso una contabilità speciale» che comunque dovrà essere autorizzata dal ministero dell’economia. Il secondo pacchetto da 10 milioni, invece, sarà gestito dall’Agenzia Laore e destinato – è scritto nella legge contabile – ai «primi interventi urgenti in favore delle aziende agricole che hanno subito danni e perdite a causa dell’ultima inondazione». Anche in questo caso, come nel precedente, spetterà alla Giunta definire «le modalità di assegnazione dei contributi». È evidente che comunque serviranno più soldi, perché – hanno scritto le associazioni degli agricoltori – «sabato lo tsunami di fango ha distrutto strade rurali e ponti, coltivazioni d’ogni tipo, isolato ovili e stalle». Ancora: «In molte aziende è stata interrotta la corrente elettrica per una intera giornata rendendo inservibili i pozzi per l'acqua e le mungitrici. Sono andate anche perse le scorte di foraggio e mangime». È proprio per questa lunga lista di danni, ancora provvisoria, che questi 10 milioni non basteranno.

Il raddoppio. Come previsto nell’emendamento, sempre alla Protezione civile regionale, saranno assegnati, sempre alla Protezione civile, altri 20 milioni a favore dei Comuni per «interventi urgenti destinati al ripristino delle infrastrutture e delle condizioni di sicurezza in tutti i territori travolti dall’alluvione». È evidente che le spese sostenute finora dai Comuni devono essere in gran parte ancora quantificate. Non basteranno di sicuro 20 milioni per chiudere la partita.

I passi del Governo. Il governatore ha confermato che «ora ci aspettiamo in tempi rapidi la dichiarazione dello stato di calamità naturale». Spetterà a Palazzo Chigi deciderla e dovrebbe aprire la strada ad altri contributi. Finora – ha aggiunto Solinas – «l’intesa con lo Stato ha funzionato nei giorni dell’emergenza. Tutti ci siamo schierati subito a fianco delle popolazioni travolte dal ciclone e oggi chiediamo che questa piena collaborazione continui anche nel momento della ricostruzione».

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