I lumini nelle strade per ricordare le vittime
Funerali a numero chiuso, il paese partecipa a distanza. Proclamati 3 giorni di lutto cittadino
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BITTI. La sera ha fatto piombare Bitti in un silenzio spettrale, il buio rischiarato dai lumini accesi per ricordare Giuseppe, Lia, Pippineddu, ma anche «per farci coraggio». L’iniziativa di accendere i lumini l’ha promossa il periodico Il Miracolo, e andrà avanti anche oggi e domani. Sono i tre giorni di lutto cittadino proclamati dal sindaco Giuseppe Ciccolini, che in questo modo “interpreta i sentimenti di angoscia dell'intera comunità e di vicinanza alle famiglie colpite da una così drammatica perdita. È il modo in cui l'amministrazione intende manifestare solennemente e tangibilmente il proprio dolore e quello dell'intera comunità per gli eventi violenti e tragici accaduti». Le bandiere sono a mezz’asta, e lo rimarranno fino a domani.
Ieri è stata la giornata dell’ultimo saluto alle vittime della tragedia. Il parroco don Totoni Cossu ha impartito una benedizione alle salme, nel cimitero del paese. Una funzione per forza di cose privatissima, soltanto il sindaco ha partecipato, portando il cordoglio della cittadinanza, e i parenti stretti dei tre bittesi. Nelle piccole comunità, il cordoglio non è mai solo dei familiari diretti. Parentele che si intrecciano, quando non amicizie: e così tutti hanno pianto uno di loro, un dolore corale come corale è stata la tragedia che ha sconvolto il paese.
Sempre ieri sera, il vescovo di Nuoro Antonello Mura ha celebrato una funzione, al termine della quale sono stati accesi i lumini. Nei luoghi dove la vita normale si è interrotta sabato mattina, una luce fioca ha rischiarato macerie e mezzi d’opera. E anche dalle case, quelle luci hanno cercato di portare conforto a chi in casa non è potuto ancora rientrare, e in realtà a tutti. Non c’è una famiglia a Bitti che non abbia comunque subito un danno, per quanto lieve.
Il silenzio, le luci soffuse. Sembra di essere a distanze siderali dal paese che di giorno è in moto perpetuo, con il rumore delle gru e degli altri macchinari impiegati per ripulire strade, spostare macerie, creare varchi dove ci sono solo ammassi di detriti e fango. Dove tutti sono al lavoro per pulire e provare a riprendersi prima possibile qualche pezzo di normalità.
Nella piazza sopra i canali tombati, era rischiarato da un lumino anche il busto di Giorgio Asproni. Ieri sera sembrava un po’ più altero e triste pure lui.(si.se.)
Ieri è stata la giornata dell’ultimo saluto alle vittime della tragedia. Il parroco don Totoni Cossu ha impartito una benedizione alle salme, nel cimitero del paese. Una funzione per forza di cose privatissima, soltanto il sindaco ha partecipato, portando il cordoglio della cittadinanza, e i parenti stretti dei tre bittesi. Nelle piccole comunità, il cordoglio non è mai solo dei familiari diretti. Parentele che si intrecciano, quando non amicizie: e così tutti hanno pianto uno di loro, un dolore corale come corale è stata la tragedia che ha sconvolto il paese.
Sempre ieri sera, il vescovo di Nuoro Antonello Mura ha celebrato una funzione, al termine della quale sono stati accesi i lumini. Nei luoghi dove la vita normale si è interrotta sabato mattina, una luce fioca ha rischiarato macerie e mezzi d’opera. E anche dalle case, quelle luci hanno cercato di portare conforto a chi in casa non è potuto ancora rientrare, e in realtà a tutti. Non c’è una famiglia a Bitti che non abbia comunque subito un danno, per quanto lieve.
Il silenzio, le luci soffuse. Sembra di essere a distanze siderali dal paese che di giorno è in moto perpetuo, con il rumore delle gru e degli altri macchinari impiegati per ripulire strade, spostare macerie, creare varchi dove ci sono solo ammassi di detriti e fango. Dove tutti sono al lavoro per pulire e provare a riprendersi prima possibile qualche pezzo di normalità.
Nella piazza sopra i canali tombati, era rischiarato da un lumino anche il busto di Giorgio Asproni. Ieri sera sembrava un po’ più altero e triste pure lui.(si.se.)
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