L’appello della Uil: «Il ministero deve avere un piano B»
SASSARI. Navigare a fari spenti è pericoloso. Non bisogna essere un lupo di mare per capirlo. Eppure, è quello che sta succedendo in queste ore, per quanto non in senso letterale. Ed è nel banco di...
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SASSARI. Navigare a fari spenti è pericoloso. Non bisogna essere un lupo di mare per capirlo. Eppure, è quello che sta succedendo in queste ore, per quanto non in senso letterale. Ed è nel banco di nebbia della continuità territoriale che i sindacati hanno acceso i radar alla massima potenza. Il pasticcio delle continuità marittima potrebbe costare carissimo alla Sardegna e ai sardi, anche in termini economici. Per questo motivo, William Zonca, segretario generale di Uil Trasporti Sardegna, cerca le condizioni per un ammaraggio morbido: «Ci auguriamo che il ministero abbia un piano B a cui affidarsi. Andrebbe bene anche un’ultima proroga ma se Onorato non dovesse accettare, il ministero deve farsi trovare pronto». In ballo, secondo la Uil, c’è il futuro della Sardegna: «Immaginare un territorio ancora più isolato di quanto già lo sia è complicato ma è quello che accadrà - continua Zonca -. Oltre a ledere un diritto costituzionale, l’assenza di collegamenti navali certi causerebbe enormi danni economici. Noi chiediamo che a Roma si attivino immediatamente per ricercare un altro armatore e lo dovrebbe fare con una procedura d’urgenza e senza dimenticare la riprotezione dei 500 marittimi della Tirrenia che potrebbero pagare con il licenziamento le incertezze del sistema. Ci aspettiamo che il ministero convochi gli altri armatori e che giochi la sua partita affidandosi ad atti ufficiali perché non possiamo continuare a vivere nell’incertezza», conclude il sindacalista. (c.z.)
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