Sulla donazione di organi Sassari prima in generosità
di Gianni Bazzoni
La città col maggior numero di consensi espressi al rinnovo della carta di identità I numeri del Centro nazionale trapianti: Cagliari settima, era prima l’anno scorso
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SASSARI. I segnali c’erano già stati negli anni scorsi, e quello di Sassari è stato un percorso in crescendo tra responsabilità e solidarietà. Fino a diventare la città più generosa d’Italia per la donazione di organi e tessuti: Sassari è in testa alla nuova edizione dell’Indice del dono, il rapporto del Centro nazionale trapianti che fotografa le dichiarazioni di volontà sulla donazione registrate negli ultimi 12 mesi nei Comuni italiani. Si tratta del consenso che viene espresso al momento del rinnovo della carta d'identità, quando ai titolari del documento viene posta la domanda se sono favorevoli o meno alla donazione. E le risposte dei sassaresi hanno formato una “valanga” di sì, con un tasso di consenso superiore all’80 per cento: un traguardo che vale come miglior risultato complessivo tra le città con più di 100mila abitanti, una graduatoria nella quale Sassari ha superato sul podio Livorno e Trento.
Per la Sardegna si tratta di una bella conferma del livello di solidarietà e di attenzione verso gli altri: è il secondo anno, infatti, che una realtà dell’Isola sale al primo posto: nel 2019 fu la volta di Cagliari (ora settima). Per dare qualche riferimento nazionale, Milano è diciottesima, ventisettesima Roma, entrambe con un indice vicino alla media nazionale. Gli ultimi posti, invece, sono per Foggia (la grande città “meno generosa” d’Italia), seguita in negativo da Catania, Reggio Calabria, Napoli e Palermo.
Lo studio fa emergere una forte differenza in termini di consenso alla donazione tra Nord e Sud: Provincia autonoma di Trento, Valle d'Aosta, Sardegna, Veneto e Friuli sono in testa tra i più generosi, mentre in coda c'è la Sicilia, preceduta da Campania, Calabria, Basilicata, Molise e Puglia.
Tra i Comuni medio-grandi (tra i 30 e i 100mila abitanti), al primo posto figura Merano (Bolzano) davanti a Nuoro e Pomigliano d'Arco (Napoli). Il risultato raggiunto dalla città di Sassari non è casuale, ma è frutto di una fase di informazione e di coinvolgimento che ha visto molto attive le associazioni e i volontari che ogni giorno lavorano a sostegno delle necessità e delle speranze delle persone in attesa di trapianto di organi. Molte attività di formazione - anche a livello regionale e nazionale - si sono svolte nel territorio (non ultimo ad Alghero) con attività di promozione per sensibilizzare il maggior numero di persone possibili sull’importanza della donazione degli organi. E forse non è un caso se - con il passare degli anni - le opposizioni alla donazione sono scese fino al 15 per cento (nel 2019) contro una media nazionale che si attesta ancora attorno al 32-34 per cento.
Nel 2020 sono state registrate dai Comuni complessivamente 1.730.904 dichiarazioni di volontà, in calo del 32% circa rispetto al 2019, a causa del lockdown dello scorso aprile che ha determinato un forte rallentamento delle attività nelle amministrazioni locali nel rilascio delle carte d’identità e, di riflesso, delle volontà registrate. Più del 50 per cento dei maggiorenni che rinnovano la carta d'identità si sono espressi sulla donazione ma, tra i segnali di allerta, c'è la crescita del tasso di opposizione alla donazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per la Sardegna si tratta di una bella conferma del livello di solidarietà e di attenzione verso gli altri: è il secondo anno, infatti, che una realtà dell’Isola sale al primo posto: nel 2019 fu la volta di Cagliari (ora settima). Per dare qualche riferimento nazionale, Milano è diciottesima, ventisettesima Roma, entrambe con un indice vicino alla media nazionale. Gli ultimi posti, invece, sono per Foggia (la grande città “meno generosa” d’Italia), seguita in negativo da Catania, Reggio Calabria, Napoli e Palermo.
Lo studio fa emergere una forte differenza in termini di consenso alla donazione tra Nord e Sud: Provincia autonoma di Trento, Valle d'Aosta, Sardegna, Veneto e Friuli sono in testa tra i più generosi, mentre in coda c'è la Sicilia, preceduta da Campania, Calabria, Basilicata, Molise e Puglia.
Tra i Comuni medio-grandi (tra i 30 e i 100mila abitanti), al primo posto figura Merano (Bolzano) davanti a Nuoro e Pomigliano d'Arco (Napoli). Il risultato raggiunto dalla città di Sassari non è casuale, ma è frutto di una fase di informazione e di coinvolgimento che ha visto molto attive le associazioni e i volontari che ogni giorno lavorano a sostegno delle necessità e delle speranze delle persone in attesa di trapianto di organi. Molte attività di formazione - anche a livello regionale e nazionale - si sono svolte nel territorio (non ultimo ad Alghero) con attività di promozione per sensibilizzare il maggior numero di persone possibili sull’importanza della donazione degli organi. E forse non è un caso se - con il passare degli anni - le opposizioni alla donazione sono scese fino al 15 per cento (nel 2019) contro una media nazionale che si attesta ancora attorno al 32-34 per cento.
Nel 2020 sono state registrate dai Comuni complessivamente 1.730.904 dichiarazioni di volontà, in calo del 32% circa rispetto al 2019, a causa del lockdown dello scorso aprile che ha determinato un forte rallentamento delle attività nelle amministrazioni locali nel rilascio delle carte d’identità e, di riflesso, delle volontà registrate. Più del 50 per cento dei maggiorenni che rinnovano la carta d'identità si sono espressi sulla donazione ma, tra i segnali di allerta, c'è la crescita del tasso di opposizione alla donazione.
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