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Positivi in calo ma i numeri sono ancora alti

ROMA. Il segnale che in molti Paesi europei è stato raggiunto il picco dei contagi da Covid-19 arriva da un inizio di stabilizzazione o riduzione del tasso di notifica dei casi. In Italia la curva...

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ROMA. Il segnale che in molti Paesi europei è stato raggiunto il picco dei contagi da Covid-19 arriva da un inizio di stabilizzazione o riduzione del tasso di notifica dei casi. In Italia la curva dei contagi continua a registrare un lento calo, ma i numeri delle persone positive restano ancora molto elevati indicando che la situazione «è complicata», come l'ha definita in Senato il ministro della Salute Roberto Speranza. La curva dei decessi non accenna a diminuire, con numeri altalenanti di giorno in giorno: 684 i morti registrati nelle ultime 24 ore, 57.045 totali dall'inizio dell'epidemia. Una quantità di persone enorme che hanno perso la vita a causa del virus ma che, secondo gli esperti, sulla carta risulta più basso del reale.

«I numeri dei contagi e delle terapie intensive stanno registrando piccole diminuzioni. I dati sui decessi invece restano alti e di fatto sono più bassi rispetto al reale, perché quando i danni clinici su un paziente Covid sono extrapolmonari difficilmente viene riconosciuto che una patologia preesistente sia stata aggravata dal virus. Sul certificato di morte sicuramente non comparirà il Covid come causa», ha spiegato all'Ansaa Giovanni Corrao, professore di Statistica medica all'Università Milano-Bicocca e past president della Sismec (Società italiana di statistica medica ed epidemiologia clinica).

Intanto i dati resi noti ieri dal ministero della Salute indicano anche una piccola diminuzione rispetto a martedì dei pazienti Covid in terapia intensiva: 3.616, 47 meno del primo dicembre; i ricoveri nei reparti ordinari sono 32.454, in calo di 357. È scesa inoltre al 10% l'incidenza delle nuove persone risultate positive al virus rispetto al numero di tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, 207.143. Martedì l'incidenza era stata del 10.6%. Le cifre poi dicono che guariti e dimessi superano quota 800 mila, ossia più degli attualmente positivi, che sono 761.230 in virtù di un calo giornaliero di 18.715 unità.

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