Scambio referti: bimbo di 5 anni riceve quello di un omonimo 26enne
di Silvia Sanna
La disavventura del piccolo Nicola “recluso” da 32 giorni E al padre consegnato l’esito di un ultrasettantenne
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Chiusi in casa da 32 giorni, padre, madre e figlio di 5 anni, a condividere spazi, noia e preoccupazioni. Tutti positivi, contagiati chissà come tra lavoro e scuola materna. I due adulti sintomatici: mal di testa, febbre, dolori vari. Il piccolino di casa no, su di lui il Covid è passato leggero. Trentadue giorni sul balcone, quando il clima lo permetteva, della loro casa al centro storico di Sassari, per respirare aria fresca e chiacchierare a distanza con vicini o parenti, tra un sacchetto della spesa e un giochino per il bimbo. Nicola per 32 giorni ha saltato la scuola, non ha visto gli amici, ha diviso le sue giornate con i genitori e con la tv. Poi, finalmente, la notizia più desiderata: martedì la famiglia ha ricevuto dopo una settimana di attesa l’esito dei tamponi. Tutti negativi, il Covid non c’è più. Bello, peccato che in realtà manchi la certezza, almeno per Nicola: il referto (negativo) consegnato non è il suo ma di un omonimo di 26 anni. Una beffa. Perché, come racconta la mamma Rita Sechi, «Nicola potrà rientrare a scuola solo con il certificato che attesti l’avvenuta guarigione. Sinché non avremo il suo referto dovrà continuare a stare a casa. E di conseguenza anche io non potrò rientrare al lavoro, nessuno di noi potrà ricominciare a vivere». L’errore è evidente, venirne a capo però non è stato semplice. Nella stessa giornata con tre distinte mail la famiglia Sanna-Sechi ha ricevuto l’esito dei tamponi: prima Rita, poi Francesco – il papà di Nicola – e per ultimo quello del bambino. «Abbiamo esultato vedendo il responso – racconta Rita – ma poi controllando bene ho verificato che in quello di Nicola c’era qualcosa di strano, perché si riferiva a un ragazzo di 26 anni che si chiama esattamente come lui, Nicola Sanna. Alla faccia della privacy». Le mail sono state spedite dal laboratorio Ats-referti Covid e si riferiscono «agli esami molecolari eseguiti a Rizzeddu il 23 novembre». Non appena Rita si è resa conto dell’errore ha cercato di contattare l’Ats per mail e per telefono ma tutti i tentativi sono andati a vuoto. Sino a ieri, quando è arrivata un’altra mail. Ma, nuova sorpresa, «conteneva l’esito del tampone di un settantenne che si chiama Francesco Sanna. E va bene che i Sanna sono tanti, anzi tantissimi, ma questa situazione è assurda». Non solo per loro ma anche per i due omonimi: il 26enne Nicola che si è negativizzato ma ancora non lo sa e chissà che ore di angoscia sta vivendo e l’altro Sanna, Francesco, che purtroppo invece è ancora positivo. Poi finalmente, nella tarda serata di ieri, l’ennesima mail. Rita ha controllato il nome e poi la data di nascita: nessun dubbio, è il referto del figlio Nicola. Che, come i genitori, è negativo. Evviva, è il primo passo per il ritorno alla vita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
