Covid, cena e pernottamento contro la crisi
Lanciata da hotel e agriturismo: escamotage per mangiare fuori casa la sera
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SASSARI. La voglia di normalità fa a pugni con Dpcm e buon senso e la magia di una cena fuori casa è già da tempo un bel ricordo che si spera di poter rivivere presto. Nel frattempo chi può tra gli imprenditori della ristorazione cerca di ritagliarsi spazi preziosi, dopo aver dato ormai definitivamente l’addio all’idea dei cenoni. Chi può disporre di camere sfrutta il vantaggio per proporre soluzioni sinora poco sfruttate: cena più pernottamento e prima colazione, il dine&stay.
Non è un modo per aggirare i divieti: chi è ospite di un albergo o agriturismo può cenare e diverse strutture si sono attivate con pacchetti ad hoc. «È una pratica creata per permettere le degustazioni di vino in sicurezza – spiega Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna –. Solo che ora sta diventando l’unica possibilità di cenare fuori casa. Lo fanno piccoli hotel che hanno una ristorazione qualificata, e prevalentemente nel weekend. Una soluzione che nel post Covid potrebbero avere un futuro: il mercato va verso vacanze brevi e più frequenti».
Tra quelli che ci credono c’è il “Petra segreta”, resort di San Pantaleo alle spalle della Costa Smeralda: i riscontri sono buoni perché il cliente si sente più protetto, e la voglia di evasione viene accontentata in sicurezza. Tanto da far decidere di tenere aperto tutta la settimana sino al 7 gennaio. «Abbiamo constatato – spiega il patron e chef Luigi Bergeretto – che nelle ville di Porto Cervo e Porto Rotondo c’era ancora tanta gente, che ha scelto di stare lontano dalle zone rosse, così abbiamo deciso di tenere aperto. E il dine&stay, che include soggiorno in albergo, colazione e cena alla carta, una carta importante, con tavolate limitate e distanziamento, ha avuto successo. Il pacchetto costa 150 euro a persona».
Si tratta di una formula che tanti alberghi stanno proponendo nelle grandi città per attirare i residenti, in mancanza di turisti. «Non stiamo parlando di un successo strepitoso, – dice Bergeretto – il personale è ridottissimo, ma le 7 camere dedicate sono quasi tutte occupate e siamo soddisfatti. Spesso si tratta di coppie, che si vogliono regalare un’evasione di un paio di giorni, o professionisti come architetti che seguono lavori in villa in questo periodo, ma anche piloti che fanno base a Olbia».
Una soluzione adottata anche da Villa Fanny, albergo ospitato in una villa storica di Cagliari, che si presta bene per ospitare una cena a due, un regalo tra coppie che vogliono celebrare un anniversario, un weekend tra amici, o semplicemente clientela business in Sardegna per lavoro e impossibilitata nel cenare fuori. «Abbiamo lavorato soprattutto con le suite, con pacchetti da 300 euro a notte, venduti abbastanza bene – dicono da Villa Fanny – è una formula che abbiamo inaugurato proprio per dare un servizio agli ospiti».
Gli agriturismo sono particolarmente adatti per questo genere di offerta, come il Donnortei di Fonni, sino a giovedì bloccato dal lockdown comunale. Anna Maria Pirellas, titolare: «Stiamo lavorando bene con i pacchetti che prevedono cena con prodotti tipici a km zero della nostra azienda, pernottamento, colazione e escursione nel nostro parco, il tutto a 85 euro. Quest’anno abbiamo notato un cambio generazionale della clientela, quella più attempata, che ora ha paura di spostarsi, ha lasciato spazio a giovani, coppie, amici e famigliole». Per molti è una scoperta che può far bene all’economia della ricettività anche quando l’incubo pandemia sarà finito». (antonello palmas)
Non è un modo per aggirare i divieti: chi è ospite di un albergo o agriturismo può cenare e diverse strutture si sono attivate con pacchetti ad hoc. «È una pratica creata per permettere le degustazioni di vino in sicurezza – spiega Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna –. Solo che ora sta diventando l’unica possibilità di cenare fuori casa. Lo fanno piccoli hotel che hanno una ristorazione qualificata, e prevalentemente nel weekend. Una soluzione che nel post Covid potrebbero avere un futuro: il mercato va verso vacanze brevi e più frequenti».
Tra quelli che ci credono c’è il “Petra segreta”, resort di San Pantaleo alle spalle della Costa Smeralda: i riscontri sono buoni perché il cliente si sente più protetto, e la voglia di evasione viene accontentata in sicurezza. Tanto da far decidere di tenere aperto tutta la settimana sino al 7 gennaio. «Abbiamo constatato – spiega il patron e chef Luigi Bergeretto – che nelle ville di Porto Cervo e Porto Rotondo c’era ancora tanta gente, che ha scelto di stare lontano dalle zone rosse, così abbiamo deciso di tenere aperto. E il dine&stay, che include soggiorno in albergo, colazione e cena alla carta, una carta importante, con tavolate limitate e distanziamento, ha avuto successo. Il pacchetto costa 150 euro a persona».
Si tratta di una formula che tanti alberghi stanno proponendo nelle grandi città per attirare i residenti, in mancanza di turisti. «Non stiamo parlando di un successo strepitoso, – dice Bergeretto – il personale è ridottissimo, ma le 7 camere dedicate sono quasi tutte occupate e siamo soddisfatti. Spesso si tratta di coppie, che si vogliono regalare un’evasione di un paio di giorni, o professionisti come architetti che seguono lavori in villa in questo periodo, ma anche piloti che fanno base a Olbia».
Una soluzione adottata anche da Villa Fanny, albergo ospitato in una villa storica di Cagliari, che si presta bene per ospitare una cena a due, un regalo tra coppie che vogliono celebrare un anniversario, un weekend tra amici, o semplicemente clientela business in Sardegna per lavoro e impossibilitata nel cenare fuori. «Abbiamo lavorato soprattutto con le suite, con pacchetti da 300 euro a notte, venduti abbastanza bene – dicono da Villa Fanny – è una formula che abbiamo inaugurato proprio per dare un servizio agli ospiti».
Gli agriturismo sono particolarmente adatti per questo genere di offerta, come il Donnortei di Fonni, sino a giovedì bloccato dal lockdown comunale. Anna Maria Pirellas, titolare: «Stiamo lavorando bene con i pacchetti che prevedono cena con prodotti tipici a km zero della nostra azienda, pernottamento, colazione e escursione nel nostro parco, il tutto a 85 euro. Quest’anno abbiamo notato un cambio generazionale della clientela, quella più attempata, che ora ha paura di spostarsi, ha lasciato spazio a giovani, coppie, amici e famigliole». Per molti è una scoperta che può far bene all’economia della ricettività anche quando l’incubo pandemia sarà finito». (antonello palmas)
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