Continuità, dubbi sulla proposta Pd-M5s
di Alessandro Pirina
Il ministero orientato verso singole gare per ogni tratta. Filt Cgil contraria: le corse in perdita rischiano di andare deserte
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Tirrenia incassa la proroga e ripristina le corse che si sarebbero dovute fermare il 3 dicembre. Da giovedì sera sono nuovamente in vendita i biglietti sul sito della compagnia, è possibile effettuare la prenotazione fino al 7 gennaio, ma quelle tratte resteranno operative fino al 28 febbraio, quando scadrà la proroga della convenzione. Dal 1 marzo infatti dovrà entrare in vigore la nuova continuità, in queste settimane allo studio del ministero. Intanto, la proroga ha sancito il ritorno al servizio effettuato in convenzione: la tratta Civitavecchia-Cagliari è prevista tre giorni alla settimana sino al 18 dicembre, poi i viaggi saranno tutti i giorni. In questa linea lo scalo al porto di Arbatax è confermato due volte alla settimana. Tre viaggi settimanali anche per il traghetto sulla Genova- Olbia - l'allungamento del viaggio sino ad Arbatax non è previsto nella stagione invernale -, mentre sono confermati i due viaggi sulla Napoli-Cagliari e uno sulla Palermo-Cagliari.
Intanto, il ministero sta andando avanti nel predisporre la nuova continuità. La filosofia del nuovo bando sarà: una gara per ogni tratta. È quanto è emerso dopo il faccia a faccia tra la ministra Paola De Micheli e una delegazione di parlamentari sardi di M5s e Pd, capeggiati dal grillino Nardo Marino e dalla dem Romina Mura, primi firmatari delle proposte di legge sulla continuità. «Per garantire pari opportunità ai sardi, ridurre lo svantaggio strutturale permanente dovuto all’insularità e compensare i ritardi di sviluppo economico, oltre che i maggiori costi di trasporto che ne derivano, è necessario intervenire con misure pubbliche speciali e risorse economiche aggiuntive – si legge in una nota dei parlamentari della maggioranza. È fondamentale che il nuovo modello detti regole chiare in materia di tariffazione: i collegamenti via mare, per il trasporto di passeggeri e merci, dovranno avere un costo equiparato a quelli che avvengono sulla terra ferma. Non dovrà più accadere che una famiglia di emigrati di ritorno in Sardegna sia costretta a pagare cifre impossibili o che le nostre imprese paghino una “tassa” occulta a causa dei maggiori oneri di trasporto e prezzi enormi in termini di competitività».
Ma la filosofia a cui si ispira il ministero viene bocciata in toto dalla Filt Cgil. «La Regione prima ancora di incontrarsi con il Mit convochi le parti sociali e ascolti non solo le richieste ma le possibili conseguenze che potrebbero verificarsi qualora si scegliessero scorciatoie o strade sbagliate – dice il segretario regionale Arnaldo Boeddu –. Vi è la necessità che venga predisposta una unica gara e non un numero di gare quante sono le tratte. Cosa accadrebbe se, mettendo a gara singole tratte, sopratutto quelle considerate particolarmente in perdita, andassero deserte? Ma è possibile che un paese circondato dal mare lasci ai soli armatori privati la possibilità di effettuare un servizio pubblico? Inoltre, nel bando di gara deve essere apposta la cosiddetta “clausola sociale” a garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito. Devono essere previste penali in caso di mancato servizio non dovuto a cause di forza maggiore, tariffe agevolate e calmierate per i residenti, nonché navi moderne. E infine, una maggiore frequenza nel periodo estivo».
Intanto, il ministero sta andando avanti nel predisporre la nuova continuità. La filosofia del nuovo bando sarà: una gara per ogni tratta. È quanto è emerso dopo il faccia a faccia tra la ministra Paola De Micheli e una delegazione di parlamentari sardi di M5s e Pd, capeggiati dal grillino Nardo Marino e dalla dem Romina Mura, primi firmatari delle proposte di legge sulla continuità. «Per garantire pari opportunità ai sardi, ridurre lo svantaggio strutturale permanente dovuto all’insularità e compensare i ritardi di sviluppo economico, oltre che i maggiori costi di trasporto che ne derivano, è necessario intervenire con misure pubbliche speciali e risorse economiche aggiuntive – si legge in una nota dei parlamentari della maggioranza. È fondamentale che il nuovo modello detti regole chiare in materia di tariffazione: i collegamenti via mare, per il trasporto di passeggeri e merci, dovranno avere un costo equiparato a quelli che avvengono sulla terra ferma. Non dovrà più accadere che una famiglia di emigrati di ritorno in Sardegna sia costretta a pagare cifre impossibili o che le nostre imprese paghino una “tassa” occulta a causa dei maggiori oneri di trasporto e prezzi enormi in termini di competitività».
Ma la filosofia a cui si ispira il ministero viene bocciata in toto dalla Filt Cgil. «La Regione prima ancora di incontrarsi con il Mit convochi le parti sociali e ascolti non solo le richieste ma le possibili conseguenze che potrebbero verificarsi qualora si scegliessero scorciatoie o strade sbagliate – dice il segretario regionale Arnaldo Boeddu –. Vi è la necessità che venga predisposta una unica gara e non un numero di gare quante sono le tratte. Cosa accadrebbe se, mettendo a gara singole tratte, sopratutto quelle considerate particolarmente in perdita, andassero deserte? Ma è possibile che un paese circondato dal mare lasci ai soli armatori privati la possibilità di effettuare un servizio pubblico? Inoltre, nel bando di gara deve essere apposta la cosiddetta “clausola sociale” a garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito. Devono essere previste penali in caso di mancato servizio non dovuto a cause di forza maggiore, tariffe agevolate e calmierate per i residenti, nonché navi moderne. E infine, una maggiore frequenza nel periodo estivo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
